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Giovedì 09.09.2010
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Manuale del Nuovo Processo Civile
Compendio di Diritto Comunitario
ANCE
CONSOB intensivo
 
Lezione A12 - La responsabilità amministrativa degli enti
1. I destinatari della normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti derivante da reato: a) profili di carattere generale - (Segue): b) le associazioni temporanee di imprese - (Segue): c) gli imprenditori individuali ¬(Segue): d) le società multinazionali 2. Natura e presupposti della responsabilità degli enti 3. La commissione da parte di determinati soggetti dei reati inseriti dal legislatore nella categoria dei reati-presupposto - (Segue): b) in particolare i reati societari - (Segue): c) ulteriori ampliamenti del catalogo dei reati-presupposto 4. ¬Futuri ampliamenti del catalogo 5. Una previsione singolare 6. La finalizzazione del reato-presupposto all'interesse o al vantaggio dell'ente). In particolare: l'interesse di gruppo 7. I soggetti autori dei reati-presupposto 8. L'autonomia della responsabilità degli enti
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Lezione A11 - Il nuovo volto della tutela cautelare
SEZIONE I
Il nuovo volto della tutela cautelare

Sommario: 1. Quadro di sintesi. 2. I presupposti della tutela cautelare nel processo amministrativo. 3. La tutela cautelare mediante sospensione dell’atto impugnato. - 4. Le nuove misure cautelari tipiche e atipiche introdotte dalla l. n. 205/2000. 5. Il carattere anticipatorio della tutela cautelare. 6. Il procedimento della fase cautelare. 6.1. L’istanza di parte. 6.2. L’udienza in camera di consiglio. 6.3. La motivazione dell’ordinanza cautelare. 6.4. Le spese della fase cautelare. 6.5. La fase cautelare e il merito. 6.6. Revoca e modifica delle misure cautelari. 6.7. L’esecuzione delle misure cautelari. 6.8. L’appello cautelare. 6.9. La revocazione delle ordinanze cautelari. 6.10. Perdita di efficacia delle ordinanze cautelari. 6.11. Procedimento cautelare e perenzione del processo. 6.12. Procedimento cautelare e questioni di giurisdizione o competenza. 6.13. Tutela cautelare e questioni di costituzionalità. 7. La tutela cautelare ante causam. 7.1. Prima del d.lgs. n. 80/1998. 7.2. Dopo il d.lgs. n. 80/1998. 7.3. Dopo la l. n. 205/2000. 7.4. Dopo l’intervento della Corte di Giustizia europea. 7.5. La tutela cautelare ante causam nei processi in materia di pubblici appalti. 7.5.1. La fonte di disciplina. 7.5.2. Profili disciplinatori tratti dal processo civile e adattabili al processo amministrativo, e profili autonomi. 7.5.3. Esame in dettaglio della nuova disciplina. 7.5.4. Ambito applicativo della tutela cautelare ante causam. 8. Le limitazioni alla tutela cautelare introdotte dall’art. 20 d.l. 185/2008. 9. La legge delega sul processo amministrativo (l. 69/2009) detta i criteri guida per la revisione della tutela cautelare.


SEZIONE II
Il ricorso al TAR avverso i provvedimenti delle Autorità amministrative indipendenti

1. Nessuna giustizia senza celerità di giudizio; 2. Il rito disciplinato dall’art. 23-bis della legge 1034/71; 2.1 L’acclarata legittimità costituzionale del rito speciale; 2.2. Le caratteristiche, in sintesi, del rito speciale disciplinato dall’art. 23-bis; 2.3. Il rapporto con il rito ordinario: eterointegrazione o autarchia? 3. L’ambito di applicazione del rito speciale: la nozione di autorità amministrative indipendenti; 3.1 La Banca d’Italia è un’Autorità amministrativa indipendente? 4. Il riparto di giurisdizione: l’art. 23-bis è norma ricognitiva e non attributiva di competenze 5. La vis attractiva del rito speciale in ipotesi di impugnazione di atti connessi 5.1 Il rito speciale si applica anche alla domanda di risarcimento del danno? 6. Le regole processuali: la dimidiazione dei termini processuali (a eccezione di quello per la proposizione del ricorso) 7. Il termine per il deposito del ricorso 7.1 Il tardivo deposito del ricorso non è scusabile 8. Il termine per la proposizione del ricorso incidentale 9. Il termine per la proposizione di motivi aggiunti 10. La dimidiazione dei termini endoprocessuali 10.1. La dimidiazione del termine per l’istanza di fissazione di udienza 10.2 La dimidiazione del termine per la riassunzione del processo interrotto 10.3 La dimidiaizone del termine di perenzione del giudizio 11. La dimidiazione del termine per la proposizione dell’appello cautelare 12. La dimidiazione del termine per il deposito dell’appello cautelare 13. Il termine per la proposizione dell’appello principale 14. Il termine per la proposizione dell’appello incidentale 15. La dimidiazione del termine per il deposito dell’appello (principale e incidentale) 16. Lo svolgimento del giudizio: accelerazione e anticipazione della decisione 16.1 L’accertamento del “fumus boni iuris” 16.2. L’accertamento del “periculum in mora” 16.3 L’integrità del contraddittorio 17. La tutela cautelare: i presupposti di estrema gravità e urgenza 18. Lo svolgimento del giudizio di appello cautelare 19. La pubblicazione del dispositivo 20. L’appello avverso il dispositivo 21. Il rapporto con il rito immediato 22. Il rapporto con il rito dell’accesso e del silenzio 23. Il rapporto con il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica 23.1. Il problema della proponibilità del ricorso straordinario avverso gli atti delle autorità amministrative indipendenti 23.2 La dimidiazione dei termini ex art 23 bis non si applica al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica 23.3 La trasposizione del ricorso straordinario in sede giurisdizionale: il problema del dimezzamento dei termini.


SEZIONE III
L’opposizione alle sanzioni della CONSOB

Sommario: 1. La disciplina del giudizio di opposizione tra specialità, rito camerale e legge n. 689/81 2. La competenza della Corte d’Appello 3. L’opposizione ex art. 195 del TUF 3.1 La forma e termini dell’opposizione 3.2 Memorie, documenti e audizione delle parti 3.3 I poteri istruttori della Corte d’Appello 3.4 La definizione del giudizio con decreto motivato 4. L’opposizione ex art. 187-septies del TUF 4.1 Lo svolgimento e la definizione del giudizio 4.2 I poteri istruttori della Corte d’Appello 5. Il sindacato del giudice amministrativo sulle valutazioni tecniche compiute dall’Autorità di vigilanza 6. La legittimazione all’opposizione delle persone fisiche non ingiunte: le ragioni del revirement giurisprudenziale.

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Lezione A10 - La giustizia amministrativa
SEZIONE I
Il riparto di giurisdizione nella più recente evoluzione

Sommario: 1. Inquadramento storico dei criteri di riparto. 2. Il criterio della causa petendi (o petitum sostanziale) nella Carta Costituzionale. 2.1. Il meccanismo di individuazione della causa petendi secondo il paradigma: attività di imperio – attività di gestione. 2.2. Segue…norme di azione – norme di relazione. 2.3. Segue…attività vincolata – attività discrezionale. 3. Il criterio dominante: il binomio cattivo uso di potere – carenza di potere. 4. La nozione di potere amministrativo nell’interpretazione offerta dal Giudice delle leggi nelle sentenze nn. 204/2004, 191/2006, 140/2007 e in seguito alle novità portate dalla l. 15/2005. 4.1. …e nelle nuove regole sull’azione amministrativa scolpite dalle leggi nn. 15 e 80 del 2005. 4.1.1… e nell’interpretazione offerta dall’Adunanza Plenaria nelle sentenze nn. 9 e 10/2007 4.2. Ipotesi applicative: Cass., Sez. Un., n. 411/2007 in tema di potere di determinazione dei canoni di concessione demaniale. 4.3. ...Segue: Cass., Sez. Un., n. 15614/2006 e il crocefisso nelle scuole. 5. Il sottile confine tra poteri pubblici e poteri privati della p.a. ed il riparto di giurisdizione. 5.1. La p.a. privato contraente: la posizione della Cass., Sez. Un., n. 27170/2006 e n. 4116/2007 e la contraria giurisprudenza amministrativa. 5.2. La p.a. proprietaria di beni. 5.3. La p.a. come socio: Cass., Sez. Un., n. 7799/2005. 5.4. La p.a. creditrice: fermo amministrativo e riparto di giurisdizione (Cons. St. n. 2032/2006 e Cass., Sez. Un., n. 875/2007). 5.5. La p.a. datore di lavoro. 6. Il riparto di giurisdizione in materia di sovvenzioni economiche erogate dalla p.a. 6.1. Il riparto di giurisdizione sui procedimenti amministrativi composti 7. La carenza di potere e l’atto amministrativo nullo all’indomani dell’art. 21-septies, l. 241/90. 8. La giurisdizione del g.a. su comportamenti amministrativi espressione di potere: la non agevole distinzione tra comportamenti amministrativi e comportamenti meri (rinvio). 8.1. Riparto di giurisdizione, comportamenti in materia espropriativa e risarcimento: rinvio. 9. Il riparto di giurisdizione dopo la l. 15/2005: artt. 11 e 21-quinquies, l. 241/90, art. 1, comma 136, l. 311/2004. 10. I diritti inaffievolibili. 10.1. Il diritto alla salute. 10.2. La giurisdizione esclusiva del g.a. ex art. 1, comma 552, l. n. 311/2004, supera il vaglio di Corte cost. 140/2007 anche per il diritto alla salute e la Cassazione (Sez. Un., 28 dicembre 2007, n. 27187) si adegua. 11. Riparto di giurisdizione e questioni processuali: translatio iudicii, principio di concentrazione delle domande, sindacato della Cassazione sulle sentenze del g.a. 11.1. Il principio di concentrazione delle domande. 11.2. Il sindacato della Cassazione sulle sentenze del g.a. 11.3. Sui limiti della rilevabilità d’ufficio del difetto di giurisdizione: la svolta epocale di Cass., Sez. Un., 23 settembre 2008, n. 24883. 12. La translatio iudicii all’indomani della disciplina dettata dall’art. 59 l. 18 giugno 2009, n. 69.

SEZIONE II
La translatio judicii ex art. 59 della legge n. 69/2009

Sommario: 1. Sull’ordine di esame dell’eccezione di difetto di giurisdizione; 2. Il principio di concentrazione delle domande; 3. Il sindacato della Cassazione sulle sentenze del g.a.; 4. Sui limiti della rilevabilità d’ufficio del difetto di giurisdizione: la svolta epocale di Cass., Sez. Un., 23 settembre 2008, n. 24883; 5. La translatio iudicii all’indomani della sentenza della Corte cost. n. 77/2007; 6. La disciplina dettata dall’art. 59, l. 18 giugno 2009, n. 69; 6.1. I contenuti della sentenza che dichiara il difetto di giurisdizione; 6.2. La ripresentazione della domanda; 6.3. La concessione dell’errore scusabile


SEZIONE III
Novità in tema di riti speciali

Sommario: 1. Il rito sul silenzio (rinvio); 2. Il rito in materia di accesso ai documenti amministrativi: la giurisdizione esclusiva del g.a.; 2.1. La struttura ibrida del rito; 2.2. Le parti del rito; 2.3. La tutela cautelare e l’accesso in corso di causa; 3. Il giudizio immediato e la sentenza succintamente motivata; 4. Il decreto ingiuntivo e le ordinanze provvisionali dopo la sentenza n. 204/2004 della Corte costituzionale; 5. Il contenzioso elettorale: ambito di cognizione riservato al g.a.; 5.1. I termini e le fasi del contenzioso elettorale.


SEZIONE IV
Il nuovo rito dei contratti pubblici dopo la legge n. 88/2009

Sommario: 1. Premessa. 2. Le fonti normative. 3. L’ambito di applicazione del rito ex art. 23-bis, l. TAR. 4. Le regole del rito abbreviato mutano in ragione della presentazione della domanda cautelare. 5. I termini del giudizio abbreviato. 6. Il rapporto tra cautela e merito nel giudizio abbreviato. 7. La disciplina dell’appello nel giudizio abbreviato. 8. Il giudizio speciale in materia di infrastrutture e insediamenti produttivi. 9. Il nuovo giudizio immediato per determinati lavori pubblici (art. 20, co. 8, d.l. n. 185/2008). 9.1. Conoscenza dei provvedimenti e accesso. 9.2. I termini processuali. 9.3. Il giudizio «immediato». 9.4. Pubblicazione del dispositivo e sentenza in forma semplificata. 9.5. Altre norme applicabili. 9.6. La tutela cautelare. 9.7. La sorte del contratto. 9.8. La misura del risarcimento. 9.9. La responsabilità aggravata, la tutela ante causam, l’appello. 10. L’art. 44, l. 88/2009 delega il Governo per l’attuazione della direttiva 2007/66. L’esame dello schema di decreto delegato. 10.1. Prospettive de jure condendo: l’esame del decreto delegato.

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Lezione A09 - Le sanzioni amministrative e il procedimento sanzionatorio della CONSOB
SEZIONE I
L’accertamento, la contestazione e la notificazione della violazione

1. Premessa 2. I poteri di accertamento della violazione 3. L’atto di contestazione degli addebiti: natura e funzioni 4. Il contenuto “minimo” dell’atto di contestazione 5. I vizi dell’atto di contestazione e la sanatoria con successiva contestazione 6. L’emersione nel corso del procedimento della diversità dell’illecito commesso da quello contestato 7. Nuova qualificazione giuridica del fatto illecito accertato 8. La contestazione dell’illecito permanente 9. Inoppugnabilità dell’atto di contestazione 10. La contemporanea pendenza del processo penale 11. La notificazione dell’atto di contestazione 11.1 La notifica effettuata dal funzionario dell’amministrazione 11.2 La notifica “in mani proprie” 11.3 La notifica presso la residenza, la dimora o il domicilio 11.3.1 L’irreperibilità, l’incapacità e il rifiuto di ricevere la notifica 11.4 La notifica alle persone giuridiche e agli enti privi di personalità 11.5. La notificazione a mezzo del servizio postale 11.7 La notifica all’estero 11.8 Nullità della notifica e sanatoria 12.

SEZIONE II
La difesa dell’interessato e l’opposizione al sequestro

1. Accesso agli atti del procedimento sanzionatorio. Rinvio 2. L’esercizio del diritto di difesa. La presentazione di memorie e documenti. 3. L’audizione dell’interessato 4. Il pagamento in misura ridotta (oblazione) 5. Il sequestro 6. L’opposizione al sequestro 7. Inoppugnabilità del sequestro in sede giurisdizionale 8. La restituzione delle cose sequestrate 9. La cessazione degli effetti del sequestro 10. La liquidazione delle spese di custodia.

SEZIONE III
Il procedimento sanzionatorio della CONSOB

1. Il procedimento sanzionatorio della CONSOB: il contesto normativo e i principi che ne presiedono lo svolgimento 2. L’iter procedimentale 2.1 La fase preliminare (preistruttoria) e l’acquisizione dei fatti (constatazione) 2.2. L’accertamento dei fatti e la contestazione degli addebiti 2.2.1. L’impugnazione dell’atto di accertamento e della contestazione 2.3 Il termine per la contestazione della violazione (certus an, incertus quando) 2.4 La parte istruttoria di valutazione delle deduzioni 2.5 La parte istruttoria della decisione 2.5.1 Il problema del contraddittorio nel passaggio dalla fase istruttoria a quella decisoria 2.5.2 La funzione della Relazione per la Commissione dell’Ufficio Sanzioni Amministrative 2.6 La fase decisoria 3. Il problema della separatezza tra funzioni istruttorie e funzioni decisorie nella casistica pretoria 3.1 La concentrazione del potere in capo a un unico organo e il problema della compatibilità con i principi di terzietà e imparzialità 3.2 L’assenza di contraddittorio nella fase decisoria 3.2.1 La comparazione con le esperienze estere 3.3 Il tentativo di parificazione del procedimento sanzionatorio al procedimento penale (art. 6 CEDU) 3.4 Il problema della compatibilità dei poteri cautelari della Commissione e ispettivi del suo Presidente con il principio di separatezza tra funzioni istruttorie e funzioni decisorie 4. Il procedimento sanzionatorio in tema di market abuse 5. Il regime di pubblicità dei provvedimenti sanzionatori e i casi di differimento ed esclusione 5.1 Il grave pregiudizio all’integrità dei mercati 6. La violazione delle regole procedimentali e la sanatoria ex art 21-octies della legge 241/90 7. L’inosservanza del termine di conclusione del procedimento 8. Rapporto tra procedimento penale, procedimento amministrativo e giudizio di opposizione

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Lezione A08 - Le sanzioni amministrative
SEZIONE I
Natura, funzioni e tipologie delle sanzioni amministrative

1. Premessa 2. La “centralità” del sistema sanzionatorio amministrativo 3. La nozione di sanzione amministrativa e la distinzione tra sanzioni punitive e sanzioni ripristinatorie 3.1 Il rapporto tra sanzione penale e sanzione amministrativa 4. Sanzione amministrativa pecuniaria 5. Sanzione interdittiva 5.1 Il momento applicativo e l’esecutività delle sanzioni interdittive 6. La confisca 6.1 Il problema del profilo funzione della confisca nei più recenti arresti giurisprudenziali 6.2 La confisca obbligatoria 6.2.1. La nozione di “prodotto” dell’illecito 6.2.2 La nozione di profitto dell’illecito 6.2.3. Gli altri casi di confisca obbligatoria 6.3 La confisca facoltativa 6.4 La confisca per equivalente 6.5. Il provvedimento che dispone la confisca 6.5.1. L’ipotesi del bene confiscabile sia in via amministrativa che in via penale 6.6. L’appartenenza del bene da confiscare a un soggetto terzo 6.6.1. La confisca del bene gravato da pegno o ipoteca 6.7. Questioni ulteriori in tema di confisca: la morte del proprietario del bene e i diritti del custode 7. Il sequestro 7.1. La disciplina normativa e la distinzione tra sequestro obbligatorio e sequestro facoltativo 7.2 Le modalità del sequestro 7.2.1 Il processo verbale 7.2.2. Le misure per garantire l’identità delle cose 107.2.3 La custodia 7.2.4. L’esame delle cose sequestrate 7.2.5. L’opposizione al sequestro (rinvio) 7.2.6. La liquidazione delle spese di custodia 7.2.7 La restituzione delle cose sequestrate 7.2.8. La cessazione degli effetti del sequestro 7.2.9 La vendita e la distruzione delle cose sequestrate e poi confiscate 8. Il problema dell’assicurabilità della responsabilità da sanzione amministrativa 8.1. La copertura contro le sanzioni pecuniarie: ragioni dell’illiceità 8.1.1 La liceità della copertura assicurativa del soggetto obbligato in solido al pagamento della sanzione 8.1.2 La liceità della copertura assicurativa della responsabilità civile dei professionisti 8.2. L’assicurazione del rischio da “sanzione interdittiva” 8.3. La non assicurabilità del “rischio confisca”.

SEZIONE II
Le sanzioni amministrative tra legalità, riserva di legge e favor rei
1. Il fondamento costituzionale del potere sanzionatorio amministrativo 2. Il fondamento costituzionale dell’illecito amministrativo 3. Il principio di legalità 3.1 La riserva di legge 3.1.1 La modifica delle disposizioni integrative del precetto 3.1.2 La legge regionale 3.2 L’irretroattività delle norme sanzionatorie 3.3. La non estensibilità del principio del favor rei alle sanzioni amministrative 3.4. L’irretroattività delle norme abrogative di disposizioni sanzionatorie amministrative 3.5 Trasformazione dell’illecito penale in illecito amministrativo 3.6 Trasformazione dell’illecito amministrativo in illecito penale 3.7 Il divieto di analogia

SEZIONE III
La responsabilità
1. La struttura della responsabilità. L’imputabilità 2 Alcune cause del difetto della capacità di intendere e di volere 3. La responsabilità dei soggetti tenuti alla sorveglianza degli incapaci 3.1 La prova dell’inevitabilità del fatto 4. L’elemento soggettivo dell’illecito e la rilevanza dell’errore sul fatto non colpevole 4.1 La presunzione di colpa 5. Le cause di esclusione della responsabilità 5.1 La rilevanza obiettiva delle cause di giustificazione 5.2 La rilevanza del putativo 5.3 L’esercizio di una facoltà legittima 5.4 L’adempimento di un dovere 5.5 La legittima difesa 5.6. Lo stato di necessità 6. Il concorso di persone nell’illecito amministrativo 7. Il concorso materiale 8. Il concorso morale 9. La responsabilità solidale 10. I casi di responsabilità solidale 11. La prova liberatoria 12. La responsabilità della persona giuridica, dell’ente o dell’imprenditore per fatto del rappresentante o del dipendente. 13. La legittimazione all’impugnazione della sanzione da parte del soggetto responsabile in solido

SEZIONE IV
Il concorso e la reiterazione di illeciti amministrativi e il conflitto con norme penali
1. La disciplina del concorso di illeciti amministrativi 2. Concorso apparente di norme e principio di specialità 3. Concorso formale 4. L’unità dell’azione illecita 5. Concorso omogeneo e concorso eterogeneo. Disciplina giuridica 6. Illecito continuato (in materia di previdenza e assistenza obbligatorie) 7. I presupposti della continuazione 8. Il regime sanzionatorio (rinvio) 9. La reiterazione delle violazioni 10. I presupposti della reiterazione (in particolare, il concetto di “stessa indole”) 11. Le circostanze che escludono la reiterazione 12. Gli effetti “testuali” della reiterazione 13. La sospensione e la cessazione degli effetti della reiterazione 14. Il conflitto tra norma penale e norma sanzionatoria: il principio di specialità 15. Il conflitto tra norma penale e norma sanzionatoria regionale 16. Il conflitto tra norma sanzionatoria amministrativa di fonte statale e di fonte regionale

SEZIONE V
I criteri di commisurazione e la prescrizione delle sanzioni amministrative
1. I criteri di commisurazione della sanzione pecuniaria 2. L’osservanza dei criteri di commisurazione, la motivazione e il sindacato giurisdizionale 3. Morte dell’autore della violazione e intrasmissibilità della sanzione pecuniaria 4. Intrasmissibilità delle sanzioni pecuniarie per violazione delle norme tributarie 5. Gli effetti della morte del trasgressore sull’obbligazione del responsabile in solido 6. La morte del responsabile in solido e il problema della trasmissibilità dell’obbligazione solidale 7. Gli effetti della fusione societaria sulle sanzioni amministrative 8. Le conseguenze della morte verificatasi prima o in pendenza del procedimento sanzionatorio 9. Le conseguenze della morte sul processo di opposizione 10. La prescrizione della sanzione 10.1 Il termine di prescrizione (in particolare, dell’illecito continuato e di quello permanente) 10.2 Gli atti interruttivi della prescrizione 10.3 Depenalizzazione dell’illecito e decorso della prescrizione


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Lezione A07 - La trasparenza amministrativa
1. L’istituto dell’accesso. Profili generali 2. La copertura costituzionale del diritto di accesso 3. Accesso endoprocedimentale ed esoprocedimentale 4. La natura dell’accesso: diritto soggettivo o interesse legittimo? 4.1 La tesi del diritto soggettivo 4.1.1 La tesi del diritto soggettivo condivisa dalla Sezione Atti normativi del consiglio di Stato (parere 13 febbraio 2006, n. 3586/05) 4.2. La tesi dell’interesse legittimo 4.3 La tesi “neutrale” (Cons. Stato, Ad. Plen., 18 aprile 2006, n. 6) 5. Le conseguenze pratiche della natura dell’accesso (reiterabilità dell’istanza e notifica ai controinteressati) 5.1 La tesi dell’Adunanza Plenaria n. 6 del 2006 (“neutrale” sulla natura dell’accesso ma “schierata” sui profili pratici) 6. La legittimazione all’accesso prima della legge 15/2005 7. La legittimazione all’accesso dopo la legge 15/05 8. L’onere dell’istante di indicare la specifica posizione giuridica legittimante 8.1 La presentazione dell’istanza di accesso 8.2. La legittimazione dei soggetti titolari di interessi collettivi e diffusi 8.3. La legittimazione all’accesso delle associazioni dei consumatori 8.4 I presupposti della legittimazione ad accedere delle associazioni in generale 9. La platea dei soggetti tenuti all’ostensione dei documenti: l’evoluzione del concetto di “pubblica amministrazione” 10. L’accesso agli atti dei soggetti privati che svolgono funzioni pubbliche 11. L’accesso agli atti degli organismi di diritto pubblico 12. L’accesso agli atti dei gestori di pubblici servizi 13. I documenti accessibili 13.1 Non consentito l’accesso a documenti non ancora formati 14. L’accesso agli atti interni 14.1 L’accesso ai verbali delle riunioni degli organi di amministrazione degli enti pubblici 14.3 L’accesso agli atti preparatori 14.4 L’attività del commissario ad acta 15. I casi di esclusione del diritto di accesso previsti dall’art. 24 della legge 241/90 16. I documenti coperti dal segreto di Stato 17. Gli altri casi di segreto e di divieto di divulgazione previsti dalla legge 18. Le ipotesi di segreto e di divieto di divulgazione previste da regolamento o da provvedimento 19. I documenti relativi a procedimenti tributari 20. L’attività volta all’emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e programmazione 21. Le informazioni psico-attitudinali dei terzi nei procedimenti selettivi 22. Gli atti amministrativi coperti da segreto istruttorio: il criterio di individuazione fondato sulla natura dell’attività posta in essere dalla p.a. 23. L’accesso ai documenti relativi all’attività privatistica della p.a.: l’evoluzione del pensiero giurisprudenziale e dottrinale 23.1 La pronuncia dell’Adunanza Plenaria certifica la tesi dell’accessibilità 23.2 La conferma legislativa dell’accessibilità degli atti di diritto privato: la legge 15/05 24. La disciplina dell’accesso agli atti di gara tra codice dei contratti pubblici e legge 241/90 24.1 I tempi di esercizio dell’accesso: i casi di differimento 24.2 Le preclusioni assolute: i casi di divieto di accesso 24.3 Le preclusioni relative: l’accesso del concorrente strumentale alla difesa in giudizio 24.4 L’accesso alla documentazione di gara contenente segreti tecnici o commerciali di una ditta concorrente 24.5 L’accesso agli atti di gara e alla documentazione contenente informazioni riservate relative a un’impresa concorrente 25. Accesso e segreto professionale 25.1 Pareri e atti defensionali dell’Avvocatura dello Stato 25.2 Pareri legali richiesti dalla p.a. a consulenti esterni 25.3 Pareri richiesti nell’ambito di un procedimento amministrativo 25.4 Pareri acquisiti in fase contenziosa o precontenziosa 25.5 Pareri acquisiti prima della fase precontenziosa 25.6 Pareri relativi all’esecuzione del giudicato 25.7 Inaccessibili i pareri legali relativi ai contratti pubblici 25.8 L’accesso dei consiglieri comunali e provinciali ai pareri legali richiesti dall’ente locale 26. Il rapporto tra accesso e riservatezza nella legge 241/90 e nel codice della privacy (d.lgs. 196/03) 26.1 Accesso ai dati comuni della persona 26.2 Acceso ai dati sensibili 26.3 Accesso ai dati relativi allo stato di salute e alla vita sessuale della persona 26.4 L’accesso ai dati personali da parte del soggetto cui tali dati si riferiscono 26.5 Le modalità di esercizio del diritto di accesso da parte dell’interessato 26.6 L' accesso ai dati personali da parte di altre amministrazioni 26.7 Gli strumenti di tutela della privacy a fronte di una istanza di accesso 26.8 La tutela giurisdizionale e giustiziale della privacy 27. L’accesso agli atti dei procedimenti sanzionatori e disciplinari 27.1 La legittimazione ad accedere del soggetto destinatario delle contestazioni 27.2 Non sussiste l’onere di specificare la posizione giuridica legittimante 27.3 L’accesso extraprocedimentale 27.4 Accesso mediante rappresentante 27.5 L’accesso del cliente agli atti del procedimento disciplinare avviato nei confronti del professionista 28. L’accesso agli atti delle autorità amministrative indipendenti 29. L’accesso agli atti istruttori dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato 29.1 Il delicato rapporto tra accesso e segreto 29.2 Accesso agli atti della fase preistruttoria 29.3 Gli strumenti di tutela dei terzi controinteressati all’accesso 29.4 I soggetti legittimati all’accesso 30. L’accesso agli atti della CONSOB 30.1 L’accesso agli atti dei procedimenti sanzionatori 30.1.1 L’ordinanza di rimessione del 1999 30.1.2 L’ordinanza di rimessione del 2000 30.2 E’ consentito l’accesso agli atti di un procedimento sanzionatorio archiviato? 30.3 L’accesso alle relazioni ispettive degli uffici di vigilanza 31. L’accesso agli atti della Banca d’Italia 32. L’accesso agli atti dei procedimenti sanzionatori dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni 33. La tutela del diritto di accesso 34. La Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi 34.1 La funzione giustiziale 34.2 La natura del “giudizio” dinanzi alla Commissione per l’accesso 34.3 La proposizione del ricorso alla Commissione per l’accesso 34.4 Il ricorso del controinteressato 34.5 La notifica del ricorso al controinteressato 34.6 Gli elementi essenziali del ricorso 34.7 Lo svolgimento del procedimento dinanzi alla Commissione 34.8 Il trasferimento del ricorso giustiziale in sede giurisdizionale 34.9 La decisione del ricorso 35. Il ricorso al giudice amministrativo in materia di accesso 35.1 Il termine per la proposizione del ricorso (e gli altri termini di rito) 35.2 La notifica del ricorso ai contro interessati 35.3 L’intervento in giudizio dei controinteressati all’accesso 35.4 La rappresentanza delle parti in giudizio 35.4.1 Le parti possono stare in giudizio personalmente anche in appello? 35.5 Il rapporto sussistente tra tutela giustiziale e tutela giurisdizionale 35.6 La tutela del diritto di accesso iudicio pendente 35.7. La decisione del giudice e l’ordine di esibizione dei documenti 35.8 La tutela dell’accesso ex art. 391 quater c.p.p.

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Lezione A06 - Gli illeciti e la responsabilità della pubblica amministrazione
1. La natura giuridica della responsabilità della p.a.; 1.1. La tesi della responsabilità da contatto sociale qualificato…; 1.1.1 …Segue la sentenza del Tar Lazio, sez. III-ter, 5 novembre 2007, n. 10852; 1.2. La tesi della responsabilità precontrattuale della p.a.; 1.1.2. Domanda di indennizzo ex art. 21-quinquies, l. 241/90 e richiesta di risarcimento; 1.3. La tesi della responsabilità speciale; 2. La responsabilità della p.a. secondo il paradigma aquiliano; 2.1. L’elemento oggettivo; 2.1.1. Gli interessi oppositivi; 2.1.2. Gli interessi pretensivi; 2.1.2.1. Il risarcimento della chance nella giurisprudenza del g.a.; 2.1.2.2. La chance secondo la decisione del Consiglio di Stato n. 5323/2006; 2.1.2.3. Il risarcimento del danno derivante da provvedimento illegittimo favorevole 2.1.3. Danno da ritardo e danno da silenzio prima… 2.1.3.1. …e dopo la disciplina introdotta dalla l. 18 giugno 2009, n. 69; 2.1.4. Il risarcimento degli interessi formali e procedimentali all’indomani dell’art. 21-octies, l. 241/90; 2.2. L’elemento soggettivo: la colpa; 2.2.1. La colpa come violazione grave delle norme che regolano l’attività amministrativa; 2.2.2. L’illegittimità quale indice presuntivo della colpa; 2.2.3. La colpa della p.a. secondo lo schema dell’art. 2236 c.c.; 2.2.4. L’errore scusabile; 2.3. Segue…il dolo; 2.4. La quantificazione del danno e le indicazioni di Corte cost., 24 ottobre 2007 n. 349; 2.4.1. L’art. 134 del Codice dei contratti; 2.4.1.1. Il comportamento della p.a. è in grado di influenzare l’ammontare del risarcimento: Cons. St., Sez., IV, 10 agosto 2007, n. 4401; 2.4.2. Il danno non patrimoniale ed esistenziale: verso un’espansione incontenibile? 3. Il risarcimento del danno in forma specifica; 4. Il giudice del risarcimento nelle pronunce della Corte costituzionale n. 204/2004 e 191/2006, delle SS. UU. della Corte di Cassazione n. 1207, 13659, 13660, 13911/2006, dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 2/2006; 4.1. La giurisprudenza più recente: Cass. SS. UU., 20 ottobre 2006, nn. 22511 e 22521; 8 novembre 2006, n. 23735; 7 febbraio 2007, n. 2688; Corte cost. n 140/2007; 4.2. Conclusioni sul riparto di “giurisdizione risarcitoria” 5. La pregiudiziale amministrativa secondo Cass. SS. UU. n. 500/99; Cons. St., Ad. Plen., n. 4/2003; Cass., n. 4538/03; Cass. SS. UU. nn. 1207, 13659, 13660, 13911/2006; 5.1. Una tesi intermedia punta alla valorizzazione dell’art. 1227, comma 2, c.c.; 5.2. Le pronunce più recenti favorevoli alla tesi della pregiudizialità; 5.2.1. La posizione della VI sezione del Consiglio nella decisione 8 maggio 2007, n. 2136; 5.3. …e quelle contrarie; 5.4. Lo scontro si acuisce Cass. Sez. I, 17 ottobre 2007, n. 21850 e Cons. St., Ad. Plen., 22 ottobre 2007, n. 12; 5.4.1. Un nuovo intervento delle Sezioni Unite contro la pregiudiziale: Cass., Sez. Un., 23 dicembre 2008, n. 30254; 5.4.2. La VI Sezione invoca l’intervento nomofilattico della Plenaria; 5.5. Prospettive de jure condito e de jure condendo; 6. Risarcimento del danno e ottemperanza; 7. La prescrizione dell’azione risarcitoria; 7.1. Il contrasto giurisprudenziale in tema di prescrizione dell’azione risarcitoria a seguito di irreversibile trasformazione del bene illegittimamente occupato; 8. L’onere probatorio in tema di risarcimento del danno da lesione di interesse legittimo; 9. La responsabilità della Consob per omessa vigilanza 9.1 La responsabilità della Consob secondo l’orientamento del Tribunale di Roma 9.2 L’elemento soggettivo.

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Lezione A05 - Il procedimento amministrativo
Sezione I
Avvio, preavviso di rigetto e vizi procedimentali
1. La comunicazione di avvio del procedimento; 1.1. Le ipotesi di esonero legale dall’obbligo di comunicazione previste dalla legge; 1.2. Le ipotesi di esonero dall’obbligo di comunicazione di conio giurisprudenziale; 1.3. I soggetti destinatari della comunicazione di avvio; 2. Il “preavviso di rigetto”; 2.1. La natura istruttoria e pre-decisoria del preavviso di rigetto; 2.2. I termini del preavviso di rigetto, delle difese del destinatario e della conclusione del procedimento; 2.3. Il preavviso di rigetto si applica alla d.i.a.?; 2.4. Vincolo di corrispondenza tra preavviso e provvedimento finale; 2.5. Preavviso e vizi formali ex art. 21-octies, comma 2, legge n. 241/1990; 3. La sorte del provvedimento non conforme alle risultanze dell’istruttoria; 4. La motivazione del provvedimento amministrativo; 4.1. La vexata quaestio della necessità di una motivazione o della sufficienza del voto numerico nelle procedure concorsuali; 5. Vizi procedimentali ex art. 21-octies della legge n. 241/1990 (rinvio).

Sezione II
Il silenzio amministrativo
Sommario: 1. Il tempo dell’azione amministrativa dopo la legge n. 69/2009; 2. Il silenzio-inadempimento (o rifiuto) e le modifiche portate dalla l. n. 69/2009; 3. Quando l’istanza del privato fa nascere l’obbligo di provvedere in capo alla p.a.?; 4. Il procedimento di formazione del silenzio-rifiuto ed il termine per ricorrere; 5. La nozione di controinteressato nel rito in tema di silenzio; 6. L’intensità del sindacato: controllo notarile del calendario o verifica giudiziaria della fondatezza dell’istanza?; 7 Il giudizio di spettanza dopo la legge n. 80/1005: giurisdizione di merito o cognizione limitata ai soli atti vincolati?; 8 Ricorso contro il silenzio-rifiuto e riparto di giurisdizione; 9 Diniego espresso sopravvenuto nel corso del giudizio contro il silenzio-rifiuto; 10. Ricorso contro il silenzio e risarcimento del danno (rinvio); 11. L’ottemperanza anomala ed il ruolo del commissario ad acta nel rito del silenzio; 12. Disposizioni transitorie; 13. Procedimenti esclusi; 14. Il termine di conclusione del procedimento ha natura ordinatoria.

Sezione III
La denuncia di inizio attività
1. La denuncia di inizio attività: caratteri generali; 2. La riformulazione dell’art. 19 ad opera della legge n. 80/2005 e le novità portate dalla l. 69/2009; 2.1. Il campo di operatività della d.i.a.; 2.2. Sull’applicabilità alla d.i.a degli artt. 7 e 10-bis, l. 241/90. 3. La natura della dichiarazione di inizio attività: Cons. St., sez. VI, 9 febbraio 2009, n. 717; 4. I poteri della P.A. dopo la presentazione della d.i.a.: potere inibitorio, potere sanzionatorio e potere di autotutela; 5. Autotutela e tutela del terzo danneggiato; 6. La giurisdizione esclusiva in materia di D.I.A.; 7. Discipline settoriali: la d.i.a in materia edilizia, in materia di commercio, e quella disciplinata dall’art. 35, d.l. 112/2008.

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Lezione A04 - Gli atti e i provvedimenti amministrativi
SEZIONE I: La patologia del provvedimento amministrativo
1. La patologia del provvedimento amministrativo: profili sistematici; 1.1. La nullità del provvedimento amministrativo prima della novella del 2005: spunti di teoria generale; 1.2. Le ricadute nel diritto amministrativo del dibattito dottrinale sulla nullità; 1.3. Le nullità previste dal legislatore e dalla giurisprudenza prima della riforma del 2005; 2. La nullità del provvedimento amministrativo ex art. 21-septies legge n. 241/1990; 2.1. La nullità per mancanza degli elementi essenziali del provvedimento; 2.2. La fantomatica nozione di difetto assoluto di attribuzione e le incerte sorti della carenza di potere; 2.3. Il provvedimento emanato in violazione o elusione del giudicato; 2.4. Spigolando in una disciplina fantasma; 3. Le cause di annullabilità degli atti amministrativi; 4. I limiti posti all’annullamento ai sensi dell’art. 21-octies, comma 2, della legge n. 241/1990; 4.1. I vizi formali e procedimentali che non comportano l’annullabilità: il problema dei difetti motivazionali, del vizio di incompetenza relativa e del preavviso di diniego; 4.2. Il problema della natura sostanziale o processuale della norma; 4.2.1. Tesi dell’irregolarità; 4.2.2. Tesi del raggiungimento dello scopo; 4.2.3. Tesi processualistica; 4.2.4. Tesi sostanzialistica; 4.3. Tipo di pronuncia adottabile a seconda della tesi che si segue sulla natura della norma; 4.4. Problemi probatori; 4.4.1. La prova della mancanza di alternative di diritto ai sensi del primo periodo del secondo comma; 4.4.2. La prova della mancanza di alternative di fatto ai sensi del secondo periodo del secondo comma.

SEZIONE II: L’autotutela
1. La nozione di autotutela; 2. L’attività di esecuzione coattiva diretta delle pretese dell’amministrazione; 2.1. Il fondamento dell’esecutorietà; 2.2. Singole ipotesi applicative: a) l’art. 823 c.c.; b) l’art. 7, L.A.C.; c) l’art. 40 T.U. edilizia; d) l’art. 54 T.U.E.L.; 3. Il riesame con esito demolitorio dei provvedimenti adottati dall’amministrazione; 3.1. L’annullamento d’ufficio (art. 21-nonies legge n. 241/1990); 3.1.1. L’annullamento d’ufficio ex art. 1, comma 136, l. n. 311/2004; 3.1.2. Giudicato e annullamento per violazione del diritto comunitario; 3.1.3. I limiti al potere di annullamento in pendenza del giudizio amministrativo; 3.2. La revoca (art. 21-quinquies legge n. 241/1990); 3.2.1. Criteri per la quantificazione dell’indennizzo in caso di revoca del provvedimento: le novità del decreto legge n. 7/2007 (c.d. decreto bersani-bis); 3.2.1.1. I pregi della disciplina: si colma una lacuna; 3.2.1.2. Una prescrizione di difficile applicazione: la conoscenza (o conoscibilità) da parte del privato della contrarietà dell’atto all’interesse pubblico; 3.2.1.3. Gli aspetti oscuri della nuova norma; 3.2.1.4. I rapporti con la responsabilità precontrattuale della p.a.; 3.3. Autotutela e provvedimenti pluristrutturati: il caso della conferenza dei servizi; 3.4. La sospensione dell’efficacia del provvedimento; 4. Il riesame con esito conservativo dei provvedimenti adottati dall’amministrazione conservativo; 4.1. L’impatto della disciplina dell’art. 21-nonies, comma 2, l. 241/90.

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Lezione A03 - Le Autorità amministrative indipendenti
1. Le origini storiche e i modelli di riferimento delle Autorità amministrative indipendenti 2. Le caratteristiche delle Autorità amministrative indipendenti e le ragioni della loro indipendenza 2.1 La nozione di indipendenza e di imparzialità 3. Le risorse proprie e l’autofinanziamento come garanzia di indipendenza 3.1 La potestà impositiva delle Autorità amministrative indipendenti 3.2 I precipitati del potere impositivo 4. La collocazione delle Autorità indipendenti nel sistema dei poteri 4.1 I problemi di compatibilità con i principi del nostro assetto costituzionale 5. La funzione di regolazione delle Autorità amministrative indipendenti 5.1 I poteri di regolazione e le regole procedurali partecipative: la «legalità procedurale» e la consultazione preventiva 5.2 La collocazione dei regolamenti della Consob nell’ambito delle fonti del diritto (rinvio) 6. Gli altri poteri delle autorità amministrative indipendenti 7. La tutela giustiziale all’indomani delle modifiche introdotte dall’art. 70, l. 69/2009 8. La tutela giurisdizionale 9. Il riparto di giurisdizione: prevale il modello della giurisdizione esclusiva del GA. 9.1. La compatibilità costituzionale del modello della giurisdizione esclusiva 9.2 L’intensità del sindacato giurisdizionale 9.3 La legittimazione a ricorrere avverso gli atti delle authorities: in particolare la tutela dei consumatori in materia antitrust 9.4 l rito speciale ex art. 23-bis L. n. 1034/71 10. Responsabilità civile delle autorità per omessa vigilanza 10.1. Cass. 3132/2001 segna l’affermazione del principio di piena responsabilità: luci ed ombre 10.2. Le Sezioni unite affermano la giurisdizione del giudice ordinario per il contenzioso relativo ai danni da omessa vigilanza della Consob su operazioni e operatori (Cass.,sez. unite 6179/2003 e 15916/2005) 11. Il Tribunale di primo grado CE 11 luglio 2007 C 351/03 afferma il principio della responsabilità della Commissione per danni cagionati alle imprese per effetto di provvedimenti antitrust illegittimi

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Lezione A02 - Le situazioni giuridiche soggettive
1. Premessa; 2. L’interesse legittimo è compatibile con l’ordinamento comunitario?; 3. L’interesse legittimo secondo la teoria normativa; 3.1. Crisi della nozione di interesse legittimo: quale la differenza con il diritto soggettivo?; 4. L’interesse procedimentale è un tertium genus tra diritto soggettivo ed interesse legittimo?; 4.1. Qual’è il rapporto tra legittimazione procedimentale e legittimazione processuale?; 4.2. E’ risarcibile l’interesse procedimentale? La mancata risposta dell’art. 2 bis, 241/90; 5. Le ll. 15 e 80 del 2005 e le conseguenze sulla teorica dell’interesse legittimo; 6. Interesse legittimo e processo amministrativo alla luce delle nuove tecniche di tutela: il g.a. diviene il giudice delle posizioni giuridiche sorte all’interno della relazione tra amministrazione e privato?; 7. Interessi diffusi ed interessi collettivi: nascita e modalità di tutela; 7.1. Criteri di legittimazione al ricorso degli enti esponenziali. 8. I diritti soggettivi cd. resistenti; 9. La tutela di annullamento: Evoluzione storica e ragioni della struttura impugnatoria del processo amministrativo. 10. I dieci corollari processuali del sistema impugnatorio. 11. Come si cambia per non morire: dal giudizio sull’atto al giudizio sul rapporto. 11.1. L’imperativo costituzionale. 11.2. La tutela risarcitoria dell’interesse legittimo impone la penetrazione della fondatezza sostanziale della pretesa. 11.3. Il legislatore varca il Rubicone. 11.3.1. La legge n. 205/2000 allarga i motivi aggiunti e introduce la consulenza tecnica. 11.3.2. Le novità introdotte dalle leggi nn. 15 e 80/2005: il sindacato sostanziale sui vizi formali e l’indagine sul rapporto in caso di giudizio relativo al silenzio. 11.4. I dieci corollari processuali rovesciati del giudizio sul rapporto. 12. I caratteri classici dell'azione di annullamento nel processo amministrativo a struttura impugnatoria. 13. L’azione di annullamento alla luce dei limiti posti dall’art. 21 octies, comma 2, della legge n. 241/1990. 14. Le limitazioni introdotte dal legislatore alla tutela di annullamento in materia di contratti pubblici; 15. La tutela di accertamento: le azioni dichiarative. 16. L’azione di nullità (art. 21 septies della legge n. 241/1990) ed i problemi di riparto di giurisdizione. In particolare, la nullità per violazione o elusione del giudicato. 16.1. La natura giuridica dell’azione di nullità. 16.2. Il regime dell'azione di nullità: interesse ad agire, prescrizione, rilevazione d'ufficio e principio della domanda. 17. L’azione di accertamento in tema di accesso agli atti della p.a. 18. L’azione di accertamento in materia di silenzio-rifiuto (art. 2 della legge n. 241/1990, come mod. dalla legge n. 80/2005 e dalla legge n. 69/2009). 18.1. Natura della giurisdizione del G.A. in materia di silenzio-rifiuto. Una nuova giurisdizione di merito? 18.1.1. Giudizio sul silenzio-rifiuto e discrezionalità tecnica. 18.2. Emanazione del provvedimento espresso nel corso del giudizio sul silenzio-rifiuto. 18.3. Il problema dei controinteressati. 19. L’azione atipica di accertamento e condanna. 20. Prospettive de jure condendo: l’art. 44, l. 69/2009.

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Lezione A01 - La funzione amministrativa
1. La “trasformazione organica” della p.a. e i riflessi sulla funzione amministrativa 2. I criteri informatori della funzione amministrativa 2.1. I principi generali del diritto comunitario ai sensi dell’art. 1, comma, 1, l. 241/90 2.1.1. Il principio di tutela del legittimo affidamento e sue applicazioni in materia di autotutela 2.1.2. Il principio di proporzionalità 2.1.3. Il principio di trasparenza ed il diritto di accesso agli atti 2.1.4. Il diritto al contraddittorio e il diritto di difesa 3. L’azione funzionale della p.a. mediante strumenti di tipo paritetico 4. La funzione amministrativa in veste privata 4.1 Le società pubbliche 4.2 L’organismo di diritto pubblico 4.2.1 Il requisito teleologico 5. La funzione normativa 6. Fondamento e limiti alla potestà regolamentare 7. La tutela giurisdizionale nei confronti dei regolamenti illegittimi 7.1. La tutela giurisdizionale davanti al g.o. 7.2. La tutela giurisdizionale davanti al g.a. 8. Il sindacato sui bandi di gara 8.1. Sulla possibilità per la stazione appaltante di disapplicare il bando di gara 9. La funzione delle autorità amministrative indipendenti (rinvio)

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www.contrariamente.it
Novità in tema di tutela cautelare nel processo amministrativo
di: Serafino Ruscica



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