Lezione F10F11 - La disciplina dell’insider trading e dell’aggiotaggio finanziario.PARTE I: Abuso di informazioni privilegiate. 1. La repressione dell’insider trading mediante sanzione amministrativa. - 2. La Market Abuse Directive (MAD). - 3. L’attuazione della MAD in Italia: il sistema a “doppio binario”. - 4. Il bene giuridico protetto. - 4.1. L’approccio giuseconomico. 4.2. L’approccio giuridico. 4.3. La ratio puniendi. - 5. L’àmbito soggettivo. - 5.1. I soggetti attivi della condotta vietata. - 5.1.1. I ccdd. primary insiders. 5.1.1.1. I membri degli organi di amministrazione, direzione o controllo dell’emittente. 5.1.1.2. I partecipanti al capitale dell’emittente. 5.1.1.3. Gli esercenti un’attività lavorativa, una professione o una funzione, anche pubblica, o un ufficio. 5.1.2. I ccdd. secondary insiders. 5.1.3. Il concorso dell’extraneus nell’insider trading. - 6. L’àmbito oggettivo. - 6.1. La nozione di strumento finanziario. - 6.1.1. Il contesto comunitario. 6.1.2. Il contesto nazionale. - 6.2. L’informazione privilegiata. - 6.2.1. La definizione normativa. 6.2.2. Il carattere preciso dell’informazione. 6.2.3. Il carattere non pubblico dell’informazione. 6.2.4. L’oggetto dell’informazione. 6.2.5. Il carattere price sensitive dell’informazione. 6.2.6. L’informazione privilegiata in relazione agli strumenti derivati su merci. 6.2.7. L’informazione privilegiata in relazione alle operazioni ccdd. di front running. 6.2.8. L’informazione privilegiata in relazione all’obbligo di informativa continua. - 6.3. Le condotte vietate. - 6.3.1. L’insider trading in senso stretto. 6.3.2. Il tipping. 6.3.3. Il tuyautage. 6.3.4. Il tentativo. - 7. Il trattamento sanzionatorio. - 7.1. La sanzione amministrativa pecuniaria. - 7.2. La circostanza aggravante. - 8. I ccdd. safe harbours.
PARTE II: Manipolazione del mercato. 1. La repressione della manipolazione del mercato mediante sanzione amministrativa. - 1.1. Il contesto normativo interno. - 1.2. Il contesto normativo comunitario: la MAD. - 1.3. L’attuazione della MAD in Italia: il sistema a “doppio binario”. - 2. Il bene giuridico protetto. - 3. L’àmbito soggettivo. 3.1. I soggetti attivi della condotta vietata. 4. L’àmbito oggettivo. 4.1. La disciplina di livello comunitario: la sistematica della MAD. 4.2. L’impatto sul diritto interno: le condotte manipolative. - 4.2.1. L’information-based manipulation. - 4.2.1.1. La diffusione. - 4.2.1.2. L’oggetto della diffusione. - 4.2.1.3. Il carattere falso e fuorviante del dato diffuso. - 4.2.1.4. L’offensività della condotta diffusiva. - 4.2.1.5. La disciplina prevista per i giornalisti. - 4.2.1.6. Le esemplificazioni del CESR. - 4.2.2. La trade-based manipulation. - 4.2.2.1. Le esemplificazioni del CESR. - 4.2.3. L’action-based manipulation. - 4.3. L’ampliamento in via regolamentare delle condotte vietate. – 4.4. Le prassi di mercato ammesse. - 4.4.1. Le accepted market practices (AMP’s) nelle linee guida del CESR. - 4.4.2. Il procedimento di omologazione delle prassi ammesse. - 4.5. Il trattamento sanzionatorio. - 4.5.1. La sanzione amministrativa pecuniaria. - 4.5.2. La circostanza aggravante. - 4.6. I ccdd. safe harbours.
PARTE III: Altre disposizioni. 1. Le sanzioni amministrative accessorie di tipo interdittivo. - 1.1. La perdita temporanea dei requisiti di onorabilità e di professionalità. - 1.2. La comunicazione dell’inibitoria ai soggetti vigilati e agli ordini professionali. 2. La responsabilità amministrativa dell’ente conseguente alla commissione degli illeciti amministrativi in tema di market abuse. - 2.1. I criteri di attribuzione della responsabilità sul piano oggettivo. - 2.1.1. I soggetti agenti per conto dell’ente. - 2.1.2. Le differenze rispetto alla responsabilità amministrativa dipendente da reato. – 2.2. I criteri d’imputazione soggettiva. - 2.2.1. I compliance programs finalizzati alla prevenzione degli illeciti di market abuse. - 2.3. Il principio di autonomia della responsabilità dell’ente. - 2.4. La sanzione pecuniaria per l’ente. - 2.4.1. Riduzione della sanzione. - 2.4.2. Aumento della sanzione. 3.1. L’istituto della confisca obbligatoria. – 3.2. I soggetti destinatari della confisca. – 3.3. L’oggetto della confisca: il prodotto o il profitto dell’illecito e i beni strumentali alla relativa commissione. – 3.3.1. Le azioni sociali come beni strumentali per la commissione dell’illecito di manipolazione del mercato. – 3.3.2. Le azioni sociali come oggetto materiale della condotta fraudolenta e come profitto dell’illecito di manipolazione del mercato. 4. La procedura di irrogazione delle sanzioni amministrative in tema di market abuse.
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Lezione F09 - Disciplina e organizzazione del mercato mobiliare (in particolare, i sistemi multilaterali di negoziazione e l’internalizzazione sistematica).PARTE I: I MERCATI REGOLAMENTATI E LE ALTRE SEDI DI NEGOZIAZIONE
1. Premessa – 2. Le "trading venues” – 3. Mercati regolamentati e MTF – 4. La negoziazione per conto proprio e l’attività di internalizzazione sistematica – 5. Sistemi multilaterali e bilaterali di negoziazione – 6. La disciplina dei mercati regolamentati – 6.1. Le società di gestione dei mercati regolamentati – 6.2. L’organizzazione e il funzionamento dei mercati regolamentati.
PARTE II: IL REGIME DI TRASPARENZA PER I MERCATI REGOLAMENTATI, GLI MTF E GLI INTERNALIZZATORI SISTEMATICI
1. Il nuovo regime della trasparenza nella MiFID – 2. La trasparenza pre-trade sugli strumenti finanziari azionari per i mercati regolamentati e i sistemi multilaterali di negoziazione – 2.1. I casi di inapplicabilità degli obblighi di trasparenza pre-trade sugli strumenti finanziari azionari per i mercati regolamentati e i sistemi multilaterali di negoziazione – 3. La trasparenza pre-trade per gli internalizzatori sistematici - 4. La trasparenza post-trade sugli strumenti finanziari azionari per i mercati regolamentati, i sistemi multilaterali di negoziazione e i soggetti abilitati – 5. Le modalità e la tempistica di pubblicazione delle informazioni pre-trade e post-trade relative a operazioni su strumenti finanziari azionari – 5.1. Il differimento della pubblicazione delle informazioni post-trade – 6. La trasparenza, le modalità e la tempistica di pubblicazione delle operazioni su strumenti finanziari diversi dalle azioni, ivi inclusi gli scambi all’ingrosso di titoli di Stato.
PARTE III: TRANSACTION REPORTING
1. Gli obblighi di comunicazione alla CONSOB delle operazioni effettuate – 1.1. La natura delle operazioni oggetto di comunicazione – 1.2. I soggetti tenuti alla comunicazione – 1.3. Il contenuto delle segnalazioni e i termini per l’invio delle informazioni – 1.4. I sistemi utilizzati
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Lezione F08 - La tutela della trasparenza e della correttezza dei comportamenti degli intermediari finanziari1. I rimedi esperibili in caso di violazione delle regole di comportamento degli intermediari: introduzione del tema. 1.2. La tesi della nullità (virtuale) dei contratti di borsa conclusi sulla base degli ordini impartiti dagli investitori. 1.3. Il precedente di legittimità del 2005. 1.4. la Cassazione nel 2007 rimette alle Sezioni Unite il (presunto) contrasto di giurisprudenza. 1.5. L’intervento risolutivo delle Sezioni Unite. 1.6. Ulteriori argomentazioni a sostegno delle conclusioni delle Sezioni Unite. 1.7. Alcune considerazioni critiche rispetto alla pronuncia delle Sezioni Unite. 1.8. Questioni connesse alla risoluzione del contratto per inadempimento. 1.9. Aspetti correlati alla responsabilità precontrattuale. 1.10. Osservazioni relative al rimedio risarcitorio. 1.11. L’azione di annullamento. 1.12. I più recenti interventi della Cassazione. 1.13. I contrasti giurisprudenziali in tema di conflitto di interesse. 2.1. Il contenzioso relativo alla nozione di “operatore qualificato”: il quadro normativo di riferimento. 2.2. La figura della persona giuridica «operatore qualificato» “autodichiarato”: le posizioni della giurisprudenza di merito. 2.3. La posizione della Cassazione. 2.3.1. Le considerazioni critiche della dottrina. 3.1. La tutela degli interessi collettivi degli investitori-consumatori. 3.2. Le procedure di conciliazione e arbitrato per la risoluzione stragiudiziale delle controversie sorte fra investitori e intermediari: l’istituzione della Camera di conciliazione e arbitrato presso la CONSOB (CCA). 3.2.1. L’ambito di applicazione soggettivo e oggettivo dei procedimenti amministrati dalla CCA. 3.2.2. La composizione, i compiti e il funzionamento della CCA. 3.2.3. Gli elenchi dei conciliatori e degli arbitri tenuti dalla CCA. 3.2.4. Le modalità di attivazione e gestione della conciliazione stragiudiziale. 3.2.5. Le modalità di attivazione e gestione dell’arbitrato amministrato di tipo ordinario. 3.2.6. Le modalità di attivazione e gestione dell’arbitrato amministrato di tipo semplificato.
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Lezione F07 - La crisi delle banche e degli intermediari finanziari.1. I provvedimenti ingiuntivi. 1.2. I provvedimenti ingiuntivi nei confronti degli intermediari nazionali ed extracomunitari. 1.3. I provvedimenti ingiuntivi nei confronti degli intermediari comunitari. 2. La sospensione degli organi amministrativi. 3. Sospensione dell’offerta di quote di OICR esteri. 4. Provvedimenti cautelari applicabili ai promotori finanziari. 5. L’amministrazione straordinaria. 6. La liquidazione coatta amministrativa. 6.1. Accertamento del passivo. 6.2. Liquidazione dell’attivo. 6.3. Restituzioni e riparti. 6.4. Adempimenti finali. 7. Sistemi di indennizzo a tutela degli investitori. Il Fondo Nazionale di Garanzia. 8. Il Fondo di garanzia per i risparmiatori e gli investitori gestito dalla CONSOB e il Fondo destinato a indennizzare i risparmiatori vittime di frodi finanziarie.
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Lezione F06 - La disciplina e i controlli sulla struttura e sull’operatività delle banche e degli altri intermediari finanziari1. I soggetti abilitati alla prestazione dei servizi di investimento 2. L’autorizzazione alla prestazione dei servizi di investimento 3. I requisiti di onorabilità e professionalità degli esponenti aziendali 4. I requisiti di onorabilità dei titolari di partecipazioni 5. La comunicazione alle autorità di vigilanza della partecipazione al capitale 5.1 La sospensione del diritto di voto e l’obbligo di alienazione 5.2 La richiesta di informazioni sulle partecipazioni 6. La libera prestazione dei servizi e lo stabilimento di succursali 7. La prestazione dei servizi e delle attività di investimento da parte di imprese extracomunitarie 8. L’operatività all’estero delle Sim 9. La prestazione all’estero e dall’estero dei servizi e delle attività di investimento da parte delle banche 10. La prestazione dei servizi e delle attività di investimento da parte degli altri intermediari abilitati 11. I consulenti finanziari e le società di consulenza (rinvio) 12. La vigilanza sulle banche e sugli intermediari che prestano servizi e attività di investimento 13. Gli interventi sui soggetti abilitati 14. Gli obblighi organizzativi 14.1 La proporzionalità 14.1.1 I requisiti generali di organizzazione 14.2 Il governo societario e la responsabilità dell’alta dirigenza e dell’organo con funzioni di controllo 14.3 I principi di governo societario 14.4 L’organo con funzione di supervisione strategica 14.5 L’organo con funzione di gestione 14.6 Il sistema dei controlli interni 14.6.1 L’organo con funzioni di controllo 14.7 Le relazioni delle funzioni di controllo 14.8 Le funzioni aziendali di controllo 14.9 La funzione di gestione del rischio 14.10 La revisione interna 14.11 Le procedure interne 14.12 Il controllo di conformità (compliance) 14.13 La trattazione dei reclami 14.14 Le operazioni personali 14.15 L’esternalizzazione di funzioni operative essenziali o importanti o di servizi o attività di investimento 14.16 La definizione di funzione operativa essenziale o importante 14.17 Le condizioni per l’esternalizzazione di funzioni operative essenziali o importanti o di servizi o attività di investimento 14.18 L’esternalizzazione del servizio di gestione di portafogli a soggetti extracomunitari.
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Lezione F04 - I servizi e le attività di investimento1. Servizi e attività di investimento: la nozione. 1.1. La negoziazione per conto proprio. 1.2. L’esecuzione di ordini per conto dei clienti. 1.3. Regole comuni alla negoziazione per conto proprio e all’esecuzione di ordini per conto dei clienti. 1.4. La sottoscrizione e/o il collocamento di strumenti finanziari. 1.5. La gestione di portafogli. 1.6. La ricezione e trasmissione di ordini. 1.7. La consulenza in materia di investimenti. 1.7.1. I soggetti legittimati alla prestazione del servizio. 1.7.2. Il contratto. 1.7.3. Le regole di comportamento nella prestazione del servizio. 1.7.3.1. L’acquisizione delle informazioni e la classificazione dei clienti. 1.7.3.2. Gli obblighi di informazione. 1.7.3.2.1. Il carattere delle informazioni e le condizioni per informazioni corrette, chiare e non forvianti. 1.7.3.3. La valutazione dell’adeguatezza. 1.7.3.4. I conflitti di interesse. 1.8. La gestione di sistemi multilaterali di negoziazione (MTF). 2. I servizi accessori: la nozione. 2.1. La ricerca in materia di investimenti e l’analisi finanziaria. 2.2. Le regole di comportamento nella prestazione del servizio di ricerca in materia di investimenti. 3. Le regole generali di condotta nello svolgimento dei servizi e delle attività di investimento e accessori. 3.1. Applicabilità ai servizi accessori delle regole di svolgimento dei servizi di investimento. 4. L’informazione nella disciplina dell’intermediazione finanziaria. 4.1. Gli obblighi informativi degli intermediari. 4.1.1. Il contenuto delle informazioni. 4.1.2. Modalità e termini delle informazioni. 4.2. La regola dell’adeguatezza e dell’appropriatezza dell’informazione. 4.3. Classificazione della clientela e modulazione dei livelli di tutela. 5. L’adeguatezza. 5.1. La raccolta delle informazioni necessarie per la verifica dell’adeguatezza. 5.2. L’oggetto della valutazione di adeguatezza. 5.3. I criteri di valutazione dell’adeguatezza. 5.4. Il divieto di effettuare operazioni di gestione e di fornire consigli non adeguati. 5.5. La valutazione di adeguatezza nel servizio di gestione di portafogli. 5.5.1. Le disposizioni vincolanti della clientela. 5.6. La valutazione di adeguatezza nel servizio di consulenza in materia di investimenti. 5.7. Prestazione del servizio di consulenza congiuntamente ad altri servizi di investimento. 5.8. Applicabilità delle disciplina dell’adeguatezza ai prodotti finanziari assicurativi e bancari. 6. L’appropriatezza. 6.1. La raccolta delle informazioni necessarie per la verifica dell’appropriatezza. 6.2. Il rifiuto di fornire le informazioni. 6.3. Operazioni non appropriate. 6.4. L’oggetto della valutazione di appropriatezza. 7. Questioni comuni alle valutazioni di adeguatezza e appropriatezza. 7.1. I rapporti intestati a una pluralità di soggetti. 7.2. I clienti professionali. 7.3. Clienti diversi dalle persone fisiche. 7.4. Soggetto delegato a operare. 7.5. Società fiduciarie statiche. 7.6. Le valutazioni di adeguatezza e appropriatezza nella prestazione congiunta di servizi di investimento. 7.7. La distribuzione di servizi di investimento altrui. 7.8. Le valutazioni di adeguatezza e appropriatezza da parte delle SGR. 7.8.1. La valutazione di appropriatezza relativa ai fondi riservati. 8. La prestazione di servizi di investimento in modalità di execution only. 8.1. La nozione di strumento finanziario non complesso. 8.2. La best execution rule nell’operatività dei servizi di execution only. 9. La best execution. 9.1. L’execution policy. 9.2. Le istruzioni specifiche impartite dai clienti e il dealing on quotes. 9.3. Disclosure della strategia di esecuzione e consenso del cliente. 9.4. La verifica e l’aggiornamento della strategia di esecuzione. 9.5. La responsabilità dell’intermediario. 9.6. La best execution nella ricezione e trasmissione di ordini e nella gestione di portafogli. 10. I contratti di investimento: il quadro normativo. 10.1. La disciplina a livello comunitario. 10.2. La disciplina interna: il TUF ante e post MiFID. 10.2.1. La disciplina regolamentare ante e post MiFID. 10.3. Il requisito della forma scritta. 10.3.1. Il requisito di forma delle operazioni attuative del contratto di investimento. 10.3.2. Il contenuto essenziale dei contratti di investimento. 10.3.3. Il contratto di gestione di portafogli. 10.3.4. Il contratto per la prestazione dei servizi accessori. 11. I conflitti di interesse. 12. Gli inducements: il quadro normativo. 12.1. Le utilità economiche corrisposte dal/al cliente. 12.2. Le cc.dd. proper fees. 12.3. Gli inducements in senso stretto. 12.3.1. Relazione fra società-prodotto e “distributore”. 12.3.2. Relazione fra OICR, gestore di portafogli e “distributore”. 12.3.3. Relazione fra gestori (individuali e collettivi) e negoziatori. 13. La separazione patrimoniale nella prestazione dei servizi di investimento e accessori. 14. Offerta “fuori sede” e promozione e collocamento “a distanza”: l’evoluzione del quadro normativo. 14.1. L’offerta “fuori sede”: l’ambito di applicazione. 14.1.1. Il diritto di recesso: l’ambito di applicazione. 14.1.1.1. I dubbi di parte della dottrina sull’efficacia protettiva del diritto di recesso. 14.1.2. L’offerta “fuori sede” di prodotti finanziari-assicurativi. 14.2. La promozione e il collocamento “a distanza”. 14.2.1. L’ambito soggettivo. 14.2.2. L’ambito oggettivo. 14.2.3. I doveri di informazione. 14.2.4. Le modalità di adempimento dei doveri informativi. 14.2.5. Il diritto di recesso. 14.2.6. Il regime sanzionatorio.
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Lezione F03 - Gli organi preposti al settore finanziario. In particolare: le funzioni della CONSOB e della Banca d’Italia.1. Gli obiettivi della vigilanza sull’attività degli intermediari. 2. Il coordinamento e la cooperazione tra le Autorità nell’esercizio dell’attività di vigilanza (il Protocollo di intesa del 31 ottobre 2007). 3. La vigilanza regolamentare: i princìpi ispiratori della regolazione secondaria. 3.1. Profili metodologici e procedimentali della vigilanza regolamentare. 4. La vigilanza informativa. 4.1. Il coordinamento e la collaborazione tra CONSOB e Banca d’Italia nella vigilanza informativa. 4.2. Lo scambio di informazioni tra le Autorità dei Paesi membri. 5. La vigilanza ispettiva. 5.1. Il coordinamento e la collaborazione tra CONSOB e Banca d’Italia nella vigilanza ispettiva. 6. La vigilanza della CONSOB sull’Organismo per l’Albo dei consulenti finanziari. 7. La vigilanza della CONSOB sui prodotti finanziari emessi da banche e da imprese di assicurazione. 8. La vigilanza sui mercati 9. La vigilanza sui servizi/sistemi di post-trading. 10. Il potere sanzionatorio della CONSOB.
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Lezione F02 - La disciplina comunitaria di armonizzazione dei servizi finanziari1. Il quadro d’insieme. 2. Gli ambiti e le materie disciplinate dalla MiFID. 3. La disciplina delle esenzioni. 4. Le definizioni rilevanti. 5. Le principali novità introdotte dalla MiFID. 6. La nuova classificazione della clientela. 7. L’obbligo di eseguire gli ordini alle condizioni più favorevoli per il cliente (c.d. best execution). 8. I test di adeguatezza e appropriatezza. 8.1. Il test di adeguatezza nella prestazione del servizio di consulenza in materia di investimenti o di gestione di portafogli. 8.2. Il test di appropriatezza nella prestazione di servizi di investimento diversi dalla consulenza in materia di investimenti e dalla gestione di portafogli. 8.3. L’execution only. 9. La disciplina del conflitto di interessi. 9.1. La disciplina degli incentivi promessi agli intermediari (inducements). 10. L’abolizione dell'obbligo di concentrazione degli scambi nei mercati regolamentati. 11. Gli obblighi in materia di trasparenza delle negoziazioni.
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Lezione F01 - Le fonti normative1. La tutela del mercato finanziario. 2. Un sistema di fonti multilevel. 3. Le direttive e i regolamenti comunitari: i quattro livelli di azione. 3.1. Il CESR e l’ESC. 3.2. La IOSCO. 4. Il TUF e i decreti di attuazione delle direttive comunitarie di primo e secondo livello. 4.1. La struttura del TUF. 5. I regolamenti della CONSOB. 5.1. I profili demandati alla regolamentazione secondaria. 5.2. Il c.d. gold plating. 5.3. I regolamenti della CONSOB nel sistema delle fonti. 5.3.1 Digressioni sul fondamento del potere regolamentare delle Autorità indipendenti 5.4. La consultazione degli operatori del mercato. 5.5. L’AIR nella CONSOB. 5.6. Il rapporto tra normativa primaria e regolamenti della CONSOB nell’applicazione di sanzioni amministrative per violazione delle regole di mercato. 6. Il coordinamento e la cooperazione tra le Autorità nell’esercizio dell’attività di vigilanza. 6.1. La collaborazione tra la CONSOB e la Banca d’Italia. 6.2. Il segreto d’ufficio.
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Lezione F05 - I prodotti e gli strumenti finanziari1. La definizione di “prodotto finanziario” 2. La definizione di “strumento finanziario” ante MiFID 3. La direttiva MiFID e l’evoluzione della nozione di strumento finanziario 4. I contratti derivati: la nozione 4.1 La funzione economica dei contratti derivati 4.2 La natura aleatoria dei contratti derivati 4.3 I contratti derivati rientranti nella categoria degli strumenti finanziari 5. La “vigente” definizione di strumento finanziario nel TUF 5.1 I valori mobiliari 5.2 Gli strumenti del mercato monetario 5.3 I contratti derivati 6. I prodotti finanziari bancari 7. I prodotti finanziari assicurativi 8. Le regole di sottoscrizione e collocamento di prodotti finanziari bancari e assicurativi 9. Le norme regolamentari applicabili alla distribuzione di prodotti finanziari bancari 10. Le norme applicabili alla distribuzione di prodotti finanziari assicurativi da parte di soggetti abilitati all’intermediazione assicurativa 11. Le norme applicabili alla distribuzione di prodotti finanziari assicurativi da parte di imprese di assicurazione 12. I problemi di coordinamento normativo 12.1 Le regole applicabili in caso sia di distribuzione di prodotti bancari e assicurativi che di prestazione di servizi di investimento 13. La vigilanza della Consob sui prodotti finanziari assicurativi 13.1 Gli agenti, i produttori diretti e i broker di assicurazione 14. I prodotti finanziari illiquidi 14.1 La correttezza e la trasparenza nella distribuzione di prodotti illiquidi 15. I prodotti multiamo 15.1 Obblighi di informativa precontrattuale 15.2 L’attività pubblicitaria 15.3 Le regole di comportamento 15.4 Le regole di presentazione nei confronti della clientela (informativa precontrattuale)
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