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Rivista ildirittopericoncorsi #4 LUG-AGO 2010
Venerdì 10.09.2010
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Compendio di Diritto Penale - Parte Speciale
Compendio di Diritto Comunitario
ANCE
Commissario POLIZIA
 
Lezione P22P23P24 - La confisca - Il principio di offensività e il problema della consumazione in alcune fattispecie criminose - Il nesso di causalità nel diritto penale
1. La confisca: definizione e funzione; 1.1. Il modello generale previsto dall’art. 240 c.p. 1.2. Cenni alle altre confische del codice e della legislazione speciale; 2. La confisca per equivalente; 2.1. Le principali questioni affrontate dalla giurisprudenza; 2.1.1. La confisca di cui all’art. 640-quater c.p.: il significato del rinvio all’art. 322-ter c.p.; 2.1.2. L’analoga questione in tema di concussione; 2.1.3. L’analoga questione in tema di peculato; 3. L’applicazione in caso di concorso di persone nel reato.

1. La portata del principio di offensività e profili di diritto comparato. 1.1. I referenti normativi del principio di offensività. 1.2. Il principio di offensività nella giurisprudenza della Corte Costituzionale. 2. L’incidenza dell’offesa sul momento consumativo del reato. 2.1. La consumazione nel reato di peculato. 2.2. La consumazione nella c.d. truffa contrattuale a prestazioni equivalenti e nella truffa per l’assunzione nella pubblica amministrazione. 3. Applicazioni significative del principio di offensività nella giurisprudenza. 3.1. I reati di falso. 3.1.1. La falsa autenticazione notarile di una dichiarazione sostitutiva di certificazione o di atto notorio. 3.2. I reati contro l’amministrazione della giustizia. 3.2.1. La falsa testimonianza. 3.2.2. Il favoreggiamento personale. 3.2.3. La simulazione di reato, la calunnia e l’autocalunnia. 3.2.3.1. La falsa denuncia di smarrimento di assegno bancario o di cambiale. 3.2.3.2. La ritrattazione. 3.3. I reati in materia di stupefacenti. 3.3.1. La coltivazione di sostanze stupefacenti alla luce della giurisprudenza più recente. 3.3.2. La cessione di quantitativo inferiore alla c.d. soglia drogante. 3.4. La contraffazione grossolana nel reato di cui all’art. 474 c.p. anche alla luce della recente novella legislativa.

1. Premessa. 2. Le varie teorie in tema di causalità. 2.1. La teoria naturalistica della causalità naturale o della condicio sine qua non o dell’equivalenza delle condizioni. 2.2. I correttivi alla teoria naturalistica: le teorie della causalità adeguata e della causalità umana. 2.3. La teoria dell’imputazione obiettiva dell’evento o dell’aumento del rischio. 2.4. La teoria condizionalistica della causalità scientifica ed il modello della c.d. sussunzione sotto leggi scientifiche. 3. L’evoluzione concettuale della causalità omissiva e la sentenza Franzese. 4. Ipotesi applicative della causalità omissiva. 4.1. In ambito medico. 4.2. In ambito lavorativo. 5. La regola dell’al di là di ogni ragionevole dubbio. 6. Il problema dell’evitabilità dell’evento e la rilevanza del comportamento alternativo lecito. 7. Esiste differenza tra causalità attiva ed omissiva? 8. I rapporti tra causalità penale e civile. 9. L’interruzione del nesso di causalità. 10. Il problema del concorso di cause e le relative applicazioni giurisprudenziali in tema di interruzione del nesso causale. 10.1. Il fattore sopravvenuto: colpa medica e responsabilità del soggetto agente. 10.2. Il comportamento dell’offeso: infortuni sul lavoro, sinistri stradali. 11. Le critiche alle soluzioni offerte dalla Cassazione alla luce della teoria del rischio.
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Lezione P19P20P21 - L' incidente probatorio - Il soggetto attivo del reato - Le scriminanti: il consenso dell’avente diritto e l’adempimento del dovere con particolare riferimento all’ agente provocatore.
1. Premessa 2. L’incidente probatorio: ipotesi e disciplina 3 L’udienza per l’assunzione del mezzo di prova 4 Trasmissione del verbale ed incombenze.

1. La distinzione tra reati propri e reati comuni. 1.1. La concezione formale ovvero sostanziale della qualifica soggettiva nella struttura del reato. 2. Il funzionario di fatto e l’incaricato di pubblico servizio di fatto. 3. L’incidenza sulla nozione di amministratore di fatto di società della previsione di cui all’art. 2639 c.c. 4. Il sindaco di fatto di società di capitali. 5. Il datore di lavoro di fatto. 5.1. Il dirigente. 5.2. Il preposto. 5.3. Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione. 6. La nozione di datore di lavoro in ambito pubblicistico. 7. La responsabilità penale negli appalti di lavori. 8. Rinvii.

1. Il consenso dell’avente diritto. 1.1. Il consenso c.d. informato all’esercizio dell’attività medica. 1.1.1. I requisiti del consenso. 1.2. Le conseguenze dell’assenza del consenso all’intervento terapeutico o chirurgico. 1.2.1. Consenso assente o invalido in una situazione non urgente: l’intervento delle Sezioni Unite. 1.2.2. Consenso assente o invalido in una situazione urgente o indifferibile. 1.3. Il dissenso del paziente: il diritto a non essere curati. 2. L’adempimento del dovere: il ruolo dell’agente provocatore.

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Lezione P17P18 - L’efficacia della legge penale nel tempo - Il reato preterintenzionale ed i delitti aggravati dall’evento
1. Le fonti nazionali che regolano la successione delle leggi penali nel tempo … 2. … e le fonti internazionali. 3. La successione di leggi penali nel tempo e l’attività interpretativa della giurisprudenza. 4. Il discrimen tra abolitio criminis ed abrogatio sine abolitione. 5. I criteri di discernimento: il fatto concreto, la continuità del tipo di illecito ed il rapporto strutturale tra norme. 5.1. Il criterio del fatto concreto: casi applicativi. 5.2. Il criterio della continuità del tipo di illecito: casi applicativi. 5.3. Il criterio del rapporto strutturale tra norme incriminatici: casi applicativi. 5.3.1. Il rapporto strutturale nelle false comunicazioni sociali e nella bancarotta fraudolenta impropria. 5.3.2. Il rapporto strutturale nel reato di falso in prospetto. 5.3.3. Il reato di abuso di informazioni privilegiate. 5. L’evoluzione normativa dei reati tributari. 5.1. Il reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. 5.2. Il reato di omessa dichiarazione. 6. Il fenomeno della cd. espansione normativa. 6.1. Il reato di oltraggio a pubblico ufficiale, anche alla luce della sua reintroduzione (art. 341-bis c.p.). 7. Il fenomeno del cd. innesto normativo: rapporti tra il delitto di appropriazione indebita ed il delitto di infedeltà patrimoniale, anche al di là della successione tra le due norme. 8. Successione di leggi nel tempo e reato permanente: il reato di cui all’art. 14, comma 5, ter del d.lgs. n. 286/1998. 9. Conclusioni e rinvio.

1. Preterintenzione: le tesi sull’imputabilità dell’evento più grave non voluto. 2. Tesi del dolo misto a colpa. 3. Tesi del dolo misto a responsabilità oggettiva. 4 Tesi dell’unicità dell’elemento soggettivo. 5. L’art. 586 c.p.: le Sezioni Unite intervengono sull’imputazione soggettiva dell’evento morte o lesioni. 6. Applicazioni dell’art. 586 c.p. in materia di stupefacenti. 7. I reati aggravati o qualificati dall’evento: il problema della natura e dell’imputazione dell’evento aggravatore. 7. Differenze tra i delitti aggravati dall’evento e delitto preterintenzionale.

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Lezione P14P15P16 - Il principio di tassatività e l’analogia nel diritto penale - La colpa e la preterintenzione - L’elemento psicologico del reato Il rapporto tra il dolo alternativo ed il tentativo Il rapporto tra la colpa cosciente ed il tentativo
1. Nozione, funzioni e fondamento del principio di tassatività. 1.2. Determinatezza, tassatività e precisione. 2. I criteri per vagliare il sufficiente grado di determinatezza della fattispecie penale. 3. La distinzione tra elementi rigidi, elastici e vaghi o indeterminati. 3.1. Gli elementi rigidi. 3.2. Gli elementi elastici. 3.2.1. I reati abituali: la nuova figura di reato del stalking. 3.2.2. Il reato di pornografia minorile. 3.2.3. Il concetto di “giustificato motivo” nel reato di cui all’art. 14, comma 5 ter, del d.lgs. n. 286/1998 letto alla luce delle politiche comunitarie sull’immigrazione. 3.2.4. Il concetto di “bene culturale”, relativo al reato di cui all’art. 173, lett. b), del d.lgs. n. 42/2004. 3.3 Gli elementi vaghi o indeterminati. 4. L’evoluzione della giurisprudenza costituzionale. 4.1. Il reato di riduzione in schiavitù. 4.2. L’abuso d’ufficio. 5. L’analogia nel diritto penale. 5.2. Il divieto di analogia in malam partem. 5.1. Il divieto di analogia e le norme penali di favore: la c.d. analogia in bonam partem. 6. Tassatività ed inesigibilità.

1. Gli elementi strutturali della colpa. 1.2. Il requisito dell’attribuibilità dell’inosservanza delle regole di condotta all’agente. 1.2.1. La rimproverabilità nella colpa generica. 1.2.2. La rimproverabilità nella colpa specifica. 1.2.2.1. La c.d. concretizzazione del rischio e la c.d. causalità della colpa. 2. La rilevanza del principio dell’affidamento nei reati colposi. 2.1. La tutela dell’affidamento in tema di responsabilità colposa dei sanitari. 3. Preterintenzione: le tesi sull’imputabilità dell’evento più grave non voluto. 3.1. Tesi del dolo misto a colpa. 3.2. Tesi del dolo misto a responsabilità oggettiva. 3.3. Tesi dell’unicità dell’elemento soggettivo. 4. L’art. 586 c.p.: le Sezioni Unite intervengono sull’imputazione soggettiva dell’evento morte o lesioni. 4.1. Applicazioni dell’art. 586 c.p. in materia di stupefacenti.

1. L’elemento psicologico del reato: generalità; 2. Il fondamento costituzionale; 3. Il dolo; 4. L’intensità del dolo: dolo intenzionale, diretto ed eventuale o indiretto; 4.1. Il dolo eventuale; 4.2. Differenza tra colpa cosciente e dolo eventuale; 5. La colpa; 6. Il grado della colpa; 7. Il Rapporto tra colpa e tentativo.

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Lezione P09P10P11P12P13 - Il delitto tentato - Il reato di maltrattamenti - Le ipotesi di responsabilità oggettiva - Le circostanze attenuanti - I reati di pericolo
1. Premessa. 1.1. L’idoneità degli atti. 1.2. L’univocità degli atti: 21 gennaio 2010, n.2772 1.3. Il caso delle c.d. “Bestie di Satana”. 1.4. Il tentativo nel reato di frode nel’esercizio del commercio. 2. L’elemento psicologico: la compatibilità con il dolo eventuale (rinvio). 3. Tentativo e delitti di attentato. 4. Tentativo e reati di pericolo. 5. Rapporti tra il tentativo ed il corrispondente reato consumato nelle norme che richiamano il delitto senza alcuna specificazione. 6. Tentativo e circostanze. 6.1. Delitto tentato circostanziato. 6.2. Delitto circostanziato tentato. Il dibattito in dottrina. 6.2.1. Il dibattito in giurisprudenza. 6.3. Tentativo circostanziato di delitto circostanziato. 7. Desistenza volontaria e recesso attivo: la differenza delle due figure nei reati commissivi e nei reati omissivi impropri. 7.1. Desistenza nel concorso eventuale di persone nel reato e nei reati associativi.

1. Le caratteristiche essenziali del reato di maltrattamenti. 2. L’interesse tutelato. 3. La materialità del reato di maltrattamenti. 4. Il rapporto con i reati che possono comporre o aggravare il reato di maltrattamenti. 5. Il rapporto con altri reati. 5.1. Il rapporto con il reato di abuso di mezzi di correzione.

1. La nozione di responsabilità oggettiva e la sua incompatibilità con il principio di colpevolezza: l’evoluzione della giurisprudenza costituzionale. 2. I diversi modi di manifestarsi della responsabilità oggettiva. 3. Casi discussi di responsabilità oggettiva. 3.1. Il concorso cd. anomalo di cui all’art. 116 c.p. 3.2. Il mutamento del titolo del reato per taluno dei concorrenti di cui all’art. 117 c.p. 3.3. L’ignoranza dell'età della persona offesa nei reati sessuali. 3.4. I reati commessi col mezzo della stampa. 3.5. Le condizioni obiettive di punibilità. 3.5.1. Le c.d. soglie di punibilità. 3.6. I reati aggravati o qualificati dall’evento: il problema della natura e dell’imputazione dell’evento aggravatore. 3.7. La preterintenzione 3.8. La fattispecie di cui all’art. 586 c.p.

1. Cenni sulle circostanze in generale. 2. Fondamento costituzionale. 3. Nozione e caratteri della provocazione. 3.1. Il fatto ingiusto altrui 3.2. Lo stato d’ira.
3.3. Il rapporto di causalità tra stato d’ira ed il fatto ingiusto 4. Rapporto della circostanza attenuante con alcune figure di reato 4.1 L’infermità parziale di mente 4.2 la premeditazione 4.3. Il reato di rissa. 4.4 La provocazione putativa 4.5. il reato abituale 5. La provocazione scriminante di cui all’art. 599 c.p. 6. La provocazione e atti arbitrari di cui all’art. 4 del decreto legislativo luogotenenziale 14 settembre 1944, n. 288
1. Generalità: reati di pericolo astratto e concreto. 1.1. La posizione della giurisprudenza: l’istigazione pubblica all'uso illecito di sostanze stupefacenti. 2. I reati di pericolo e superamento dei c.d. limiti tabellari. 3. I delitti contro l’ordine pubblico. 4. I delitti di attentato. 5. La legge del 24.2.2006, n. 85. 6. I reati di pericolo indiretto ed i reati di possesso. 7. Il reato di impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato 8. I reati associativi.

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Lezione P06P07P08 - La legittima difesa - Doveri della polizia giudiziaria in caso di arresto e fermo d’indiziato di reato - Oltraggio e ingiuria
1. Premessa 2. La Legittima difesa 3. In particolare: la legittima difesa c.d. domiciliare 4. Schema

1. L’arresto in generale: fondamento e limiti costituzionali. 2. L’arresto obbligatorio in flagranza. 2.2 L’arresto facoltativo in flagranza 3. Il fermo di indiziato di delitto. 4. I doveri della PG in caso di arresto. 5 Arresto del minorenne 5.1 Arresto fuori flagranza: ipotesi emblematica (evasione). 6. Griglia riepilogativa

1. Premessa: la nozione di oltraggio e di ingiuria. 2. La successione delle leggi nel tempo. 3. Il principio di specialità 4. Fondamento costituzionale.5. Conseguenze sull’oltraggio 6. L’oltraggio (art. 341 c.p.). 7. L’ingiuria 8. Rapporto

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Lezione P05 - I principi costituzionali che governano il diritto penale
1. Premessa e prospetto esemplificativo 1.1. Esempi di elaborato con premessa 2. I principi della costituzione che governano il diritto penale in generale 3. Il principio di legalità e i suoi corollari 3.1. In particolare: a) riserva di legge 3.2. In particolare: b) il principio di tassatività 3.3. In particolare: c) Il principio di irretroattività 4. Il principio di materialità 5. Il principio di colpevolezza 6. Il principio di colpevolezza

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Lezione P04 - La responsabilità delle persone giuridiche
Il dibattito sulla responsabilità penale delle persone giuridiche: il superamento del principio societas delinquere non potest. 2. Le prime tappe normative: la riforma “Mirone” del diritto societario ed il progetto “Grosso” del nuovo codice penale. 3. Il decreto legislativo dell’8 giugno 2001, n. 231. 3.1. Ambito soggettivo di applicazione. 3.2. Principio di legalità e tipologie di reato. 3.3. I requisiti di imputazione della responsabilità. 3.3.1. I requisiti di natura oggettiva. 3.3.2. I requisiti di natura soggettiva. 3.3.2.1. I modelli di organizzazione. 3.3.2.2. Il contenuto minimo del modello. 3.3.2.3. Il giudizio di idoneità ed efficacia del modello. 3.3.2.4. Le differenze tra i modelli di organizzazione. 3.3.2.5. La responsabilità omissiva dell’organismo di vigilanza. 4. L’apparato sanzionatorio. 5. La natura giuridica della responsabilità degli enti. 5.1. La tesi della responsabilità amministrativa. 5.2. La tesi della responsabilità penale. 5.3. La tesi del tertium genus di responsabilità. 5.4. La posizione della giurisprudenza.

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Lezione P03 - Misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità.
1. Generalità 2. I destinatari delle misure di prevenzione. 3. Misure di prevenzione e le misure di sicurezza: distinzioni. 3.1 La questione della loro legittimità costituzionale 4. Classificazione: misure di prevenzione personali e patrimoniali. 4.1 Il foglio di via obbligatorio 4.2 La sorveglianza speciale. 4.3 Obbligo di soggiorno e divieto di soggiorno. Il foglio di via obbligatorio 5. L’inosservanza delle misure di prevenzione. 5. Le misure di prevenzione patrimoniali. 7. Il divieto di accesso alle manifestazioni sportive

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Lezione P02 - La documentazione e la utilizzazione degli atti di indagine
1. Modalità di documentazione dell’attività d’indagine della polizia giudiziaria: generalità 2. Il contenuto del verbale. 2.1 Cause di nullità del verbale 3. Mezzi e forme di redazione del verbale. 4. L'annotazione 5. La utilizzazione degli atti di indagine.

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Lezione P01 - La scriminante dell’uso legittimo delle armi e di altro mezzo di coazione fisica
1. PREMESSA: DEFINIZIONE CONCETTUALE, FONDAMENTO GIURIDICO DELLE SCRIMINANTI E DISTINZIONI DA FIGURE AFFINI. 2. L’USO LEGITTIMO DELLE ARMI. NATURA SUSSIDIARIA DELLA SCRIMINANTE. 3. LA DISCIPLINA GIURIDICA: IN PARTICOLARE I PRESUPPOSTI SOGGETTIVI ED OGGETTIVI DELL’USO LEGITTIMO DELLE ARMI 3. 1. CASI CONCRETI PER DELINEARE ANCHE FIGURATIVAMENTE IL CRITERIO DELLA PROPORZIONALITA’ 4. L’USO LEGITTIMO DELLE ARMI NELLE IPOTESI DI RESISTENZA ATTIVA E PASSIVA

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www.contrariamente.it
Novità in tema di tutela cautelare nel processo amministrativo
di: Serafino Ruscica



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