Lezione A28 - I principi generali del processo amministrativo alla luce dell’art. 44, l. 69/2009.1. Nozione. Tipologia: i principi costituzionali, i principi generali, i principi settoriali. 2. Principi costituzionali, principi generali e principi settoriali in relazione al processo amministrativo. 3. Funzione descrittiva e regolativa dei principi. 4. Le fonti dei principi. 5. I principi processuali secondo la Costituzione. 5.1. I principi costituzionali relativi a qualsiasi processo. 5.2. I principi costituzionali specifici del processo amministrativo. 5.3. L’elaborazione della Corte costituzionale sui principi del processo amministrativo. 6. I principi processuali secondo il diritto comunitario. 7. I principi del processo amministrativo alla luce dell’art. 44, l. 69/2009. Criteri di classificazione. 8. I principi relativi alla distribuzione tra giudice e parti dei poteri di governo del processo. 8.1. Il principio della domanda. 8.2. Il principio dell’impulso di parte. 8.3. Il principio dispositivo (graduazione dei motivi e rinuncia al ricorso). 8.4. Il principio dispositivo con metodo acquisitivo in materia di prove. 8.4.1. L’onere della prova nel processo amministrativo su diritti soggettivi. 8.5. Il principio della rilevabilità di ufficio delle questioni inerenti al processo. 8.6. Il principio del libero convincimento del giudice e della decisione secondo diritto. 9. I principi relativi alla struttura del processo. 9.1. La terzietà del giudice. 9.2. L’ambito della giurisdizione del giudice amministrativo e le azioni proponibili. 9.3. Il principio di lealtà processuale come corollario del generale principio di buona fede. 9.4. Il principio del contraddittorio. 9.5. Il principio di economia processuale. 9.6. Il principio dell’oralità e della scrittura. 9.7. I principi di pubblicità e segretezza. 9.8. Il principio della collegialità. I temperamenti monocratici. 9.9. Il principio della motivazione. 9.10. Il principio del ne bis in idem. 9.11. La ragionevole durata del processo, il gratuito patrocinio, il doppio grado, la tutela cautelare.
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Lezione A30 - La tutela cautelare1. Quadro di sintesi. 2. I presupposti della tutela cautelare nel processo amministrativo. 3. La tutela cautelare mediante sospensione dell’atto impugnato. - 4. Le nuove misure cautelari tipiche e atipiche introdotte dalla l. n. 205/2000. 5. Il carattere anticipatorio della tutela cautelare. 6. Il procedimento della fase cautelare. 6.1. L’istanza di parte. 6.2. L’udienza in camera di consiglio. 6.3. La motivazione dell’ordinanza cautelare. 6.4. Le spese della fase cautelare. 6.5. La fase cautelare e il merito. 6.6. Revoca e modifica delle misure cautelari. 6.7. L’esecuzione delle misure cautelari. 6.8. L’appello cautelare. 6.9. La revocazione delle ordinanze cautelari. 6.10. Perdita di efficacia delle ordinanze cautelari. 6.11. Procedimento cautelare e perenzione del processo. 6.12. Procedimento cautelare e questioni di giurisdizione o competenza. 6.13. Tutela cautelare e questioni di costituzionalità. 7. La tutela cautelare ante causam. 7.1. Prima del d.lgs. n. 80/1998. 7.2. Dopo il d.lgs. n. 80/1998. 7.3. Dopo la l. n. 205/2000. 7.4. Dopo l’intervento della Corte di Giustizia europea. 7.5. La tutela cautelare ante causam nei processi in materia di pubblici appalti. 7.5.1. La fonte di disciplina. 7.5.2. Profili disciplinatori tratti dal processo civile e adattabili al processo amministrativo, e profili autonomi. 7.5.3. Esame in dettaglio della nuova disciplina. 7.5.4. Ambito applicativo della tutela cautelare ante causam. 8. Le limitazioni alla tutela cautelare introdotte dall’art. 20 d.l. 185/2008. 8.1. Il superamento del meccanismo contenuto nell’art. 20 d.l. 185/2008, per merito del d.lgs. 53/2010. 9. La legge delega sul processo amministrativo (l. 69/2009) detta i criteri guida per la revisione della tutela cautelare. 9.1. Le novità contenute nello schema del codice del processo amministrativo.
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Lezione A29 - L'esecuzione del giudicato. Ottemperanza1. Nozione e fonti di disciplina. 2. La giurisdizione di merito ed esclusiva. 3. La natura giuridica del giudizio di ottemperanza. 4. Rapporto tra il giudizio di ottemperanza e l’azione esecutiva innanzi al giudice ordinario. 5. Il riparto di competenza tra T.a.r. e Consiglio di Stato. 6. Il giudizio di ottemperanza in relazione alle sentenze passate in giudicato. 6.1. Il presupposto del giudicato. 6.2. Le decisioni suscettibili di ottemperanza. 6.3. Il presupposto della previa diffida. 6.4. Il presupposto dell’inottemperanza. 6.5. Il termine dell’azione di ottemperanza. 6.6. Il ricorso in ottemperanza: forma e contenuto. 6.7. L’azione di ottemperanza e l’azione di risarcimento del danno. 6.8. La notifica e il deposito del ricorso. 6.9. L’ottemperanza da parte di soggetti privati. 6.10. La comunicazione del ricorso all’amministrazione inottemperante. 6.11. Il rito in camera di consiglio. 6.12. Il contenuto della sentenza sul ricorso per ottemperanza. 6.13. Il commissario ad acta. 6.14. Rimedi in relazione alla sentenza resa nel giudizio di ottemperanza. 7. L’esecuzione di sentenze non sospese. 8. Le novità presenti nello schema di codice del processo amministrativo: Disposizioni generali e giudice competente. 8.1. Il procedimento.
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Lezione A26A27 - La tutela davanti al giudice ordinario - Il modello della giurisdizione esclusiva del g.a. dopo Corte cost. sentenze 204/2004 191/2006 140/2007 259/09 e 35/20101. La tutela a tutto tondo assicurata dalla Costituzione alle posizioni giuridiche soggettive vantate nei confronti della p.a; 1.1. La giurisdizione esclusiva del g.o.; 2. Limiti interni della tutela giurisdizionale del g.o. avverso atti della p.a.; 2.1. Il divieto di annullamento di atti amministrativi; 2.2. Le azioni ammesse contro la p.a.; 2.3. La disapplicazione dell’atto nel giudizio civile; 3. L’esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali emessi dal g.o. nei confronti della p.a.; 3.1. L’obbligo di rimuovere i provvedimenti dichiarati illegittimi dal g.o.; 3.2. L’esecuzione delle sentenze di condanna; 3.2.1. La condanna al pagamento di somme di denaro; 3.2.2. La condanna a prestazioni specifiche; 4. La disapplicazione del giudice penale.
1. Profili generali e cenni storici; 2. Le riforme del 1998 e del 2000 espandono il modello della giurisdizione esclusiva: da eccezione a regola?; 3. La scure della Corte Costituzionale ridimensiona la portata eversiva della giurisdizione esclusiva del G.A.: la giurisdizione esclusiva torna un’eccezione?; 3.1. Corte Cost. n. 204/2004 riscrive l’art. 33 e amputa l’art. 34 del decreto legislativo n. 80/1998; 3.2. Corte Cost. 11 maggio 2006, n. 191, interpreta e ridimensiona la portata di Corte Cost. n. 204/2004: è necessario che i comportamenti devoluti alla giurisdizione esclusiva del G.A. siano, almeno mediatamente, riconducibili all’esercizio di un pubblico potere; 3.3. Corte Cost. 27 aprile 2007, n. 140 attribuisce al G.A. esclusivo anche la tutela di diritti fondamentali; 3.3.1. La giurisdizione esclusiva del g.a. all’attenzione della Consulta nelle pronunce 259/09 e 35/2010; 3.4. Cons. St., sez. V, ord. 28 marzo 2008, n. 1340, rimette alla Plenaria la questione relativa all’ampiezza della giurisdizione esclusiva in merito all’identificazione del soggetto passivo dell’obbligazione pecuniaria; 3.5. La risposta della Plenaria n. 3/2008; 4. Alla ricerca del potere perduto: la distinzione opaca tra comportamenti meri e comportamenti amministrativi; 5. Il terreno sul quale la distinzione tra comportamenti amministrativi e comportamenti meri è più scivolosa: occupazione appropriativa ed usurpativa; 5.1. La Cassazione restringe la giurisdizione esclusiva ai soli casi di occupazione esecutiva di provvedimenti illegittimi; 5.2. Il Consiglio di Stato la estende ai casi di connessione in senso lato con il potere pubblico; 6. Riflessioni conclusive; 7. La giurisdizione sul risarcimento del danno è a sua volta una materia di giurisdizione esclusiva?; 8. La dicotomia diritto-interesse conserva rilievo ai fini delle tecniche di tutela e dei mezzi processuali; 9. Una nuova ipotesi di giurisdizione esclusiva: l’art. 7, d.lgs. 53/2010, modifica l’art. 244 del codice dei contratti pubblici.
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Lezione A25 - La tutela giustiziale1. Profili generali; 1.1. Inquadramento dogmatico; 1.2. I ricorsi amministrativi dopo la riforma del Titolo V della Costituzione; 1.2.1. In particolare la praticabilità del ricorso straordinario contro gli atti delle regioni; 2. Il ricorso gerarchico; 2.1. Conseguenze sul ricorso gerarchico dei mutamenti nella disciplina del rapporto di impiego alle dipendenze della p.a.; 2.2. Il procedimento; 2.3. La decisione; 2.4. Il silenzio – rigetto su ricorso gerarchico; 2.5. I rapporti tra ricorso gerarchico e tutela giurisdizionale; 3. Profili generali del ricorso straordinario e sua compatibilità costituzionale; 4. La natura giuridica del ricorso straordinario all’indomani della l. 69/2009; 4.1. Il principio di alternatività; 4.2. L’ambito di applicazione; 4.3. Le azioni esperibili; 4.4. L’incidente cautelare; 4.5. Il parere del Consiglio di Stato all’indomani della riforma dell’art. 14 del d.P.R. 1199/1971; 4.6. L’esecuzione della decisione. In particolare sulla possibilità di utilizzazione del giudizio di ottemperanza; 4.7. I rimedi avverso la decisione; 4.7.1. La revocazione; 4.7.2. Il ricorso giurisdizionale per vizi di forma o del procedimento; 4.7.3. La possibilità di sollevare l’incidente di costituzionalità all’indomani della novella dell’art. 13 d.P.R. 1199/1971; 5. Le disposizioni presenti nello schema di codice del processo amministrativo.
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Lezione A23A24 - Espropriazione per pubblica utilità; gli istituti tutti italiani dell’occupazione appropriativa, usurpativa e dell’acquisizione sanante - I servizi pubblici1. Le questioni rilevanti in materia espropriativa: la Corte costituzionale interviene in ordine alla determinazione dell’indennità d’esproprio; 1.1.1. Corte costituzionale, 24 ottobre 2007, n. 348, boccia il criterio di computo dell’indennità d’esproprio; 1.1.2. I profili qualificanti della nuova disciplina dell’indennità di espropriazione; 1.1.3. Corte costituzionale, 24 ottobre 2007, n. 349 boccia il criterio di computo del risarcimento del danno da occupazione appropriativa; 1.1.4. La nuova disciplina recata dall’art. 2, comma 9, della legge n. 244/2007 (legge finanziaria per il 2008); 1.2. La natura giuridica della cessione volontaria del bene espropriando; 1.3. Occupazione acquisitiva ed usurpativa: la risoluzione del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa nella riunione n. 987 del 14 febbraio 2007; 1.3.1. La Corte europea dei diritti dell’uomo 6 marzo 2007 e 31 maggio 2007; 1.3.2. Cons. Stato, sez. IV, 21 maggio 2007, n. 2582 segue la strada tracciata dalla Corte europea; 1.4. La disciplina dell’acquisizione sanante ex art. 43 d.P.R. n. 327/2001; 1.5. La procedura espropriativa; 2. L’incidenza dei vincoli conformativi e dei vincoli espropriativi sul diritto di proprietà.
1. Premessa; 2. Profili storici della nozione di servizio pubblico; 3. La teoria giuridica si adegua ai mutamenti storici: la teoria del servizio pubblico in senso soggettivo; 3.1. La teoria del servizio pubblico in senso oggettivo ed il suo superamento; 3.2. Tramontano le differenze tra funzione pubblica e servizio pubblico?; 4. La normativa europea; 5. La riforma del processo amministrativo; 6. La riforma degli enti locali e del Titolo V della Costituzione; 6.1. Servizi pubblici locali di rilevanza economica e privi di rilevanza economica: le indicazioni di Corte cost., 27 luglio 2004, n. 272; 6.2. Lo statuto dei servizi di rilievo economico; 6.2.1. La gestione del servizio pubblico locale da parte di società miste: Cons. St., Ad. Plen. n. 1/2008 non risolve la questione, che viene definita dall’art. 15, d.l. 25 settembre 2009, n. 135; 6.2.2. I limiti imposti all’affidamento di servizi pubblici non locali alle società, a capitale interamente pubblico o misto, costituite o partecipate dalle amministrazioni pubbliche regionali e locali per la produzione di beni e servizi strumentali all'attività di tali enti in funzione della loro attività ai sensi dell’art. 13, d.l. 223/2006; 6.2.3. I limiti imposti agli enti in house ed alle società miste in ordine all’affidamento di servizi pubblici locali secondo l’art. 23-bis, l. 133/2008, dopo le modifiche dell’art. 15, d.l. 25 settembre 2009, n. 135; 6.3. Il contratto di servizio; 6.4. Lo statuto dei servizi privi di rilievo economico; 7. La regolazione; 8. La posizione dell’utente nei confronti dei soggetti erogatori di servizi di natura imprenditoriale; 8.1. …e dei servizi sociali.
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Lezione A22 - L’ambiente1. La nozione di ambiente nella lettura offerta dalla Corte costituzionale; 2. I principi elaborati a tutela dell’ambiente; 3. Il riparto delle competenze normative e amministrative; 4. Strumenti e istituti di tutela; 5. Il ruolo delle associazioni ambientaliste ed i mezzi di tutela giurisdizionale; 6. L’accesso all’informazione ambientale.
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Lezione A21 - I contratti1. L’attività di diritto privato della P.A.; 1.1. Il Codice dei contratti al vaglio della Corte costituzionale; 1.1.1. I successivi interventi di Corte cost. 411/08 e 45/2010 sulla potestà legislativa delle Regioni a statuto speciale in tema di appalti pubblici; 1.2. Limiti dell’autonomia negoziale della P.A.; 2. La soggezione al diritto comune dei contratti della P.A.; 3. La procedura di evidenza pubblica; 4. Il Codice dei contratti pubblici: ambito di applicazione; 4.1. La nozione di “contratto di appalto”; 4.2. Il concetto di onerosità dell’appalto; 4.3. I contratti gratuiti; 4.4. Le concessioni; 4.5. I contratti “sotto soglia”; 4.6. I contratti misti; 4.7. Estensione dei principi del Trattato anche a fattispecie non codificate dal Codice dei contratti; 5. I criteri di selezione e di aggiudicazione degli appalti pubblici; 6. L’aggiudicazione e la stipulazione del contratto; 7. La tutela giurisdizionale; 7.1. Le novità introdotte dal legislatore comunitario e da quello nazionale: la nuova direttiva ricorsi n. 2007/66 e l’art. 20 L. n. 2 del 2009; 7.2. L’art. 44, l. 88/2009 delega il Governo per l’attuazione della direttiva 2007/66. L’esame delle novità contenute nel d.lgs. n. 53/2010; 8. La sorte del contratto in caso di annullamento dell’aggiudicazione: Cass., Sez. Un., 28 dicembre 2007, n. 27169 e Cons. St., sez. V, 28 marzo 2008, n. 1328; 8.1. Segue la remissione alla Plenaria di Cons. St., sez. V, 28 marzo 2008, n. 1328 e la risposta di Cons. St., Ad. Plen., 30 luglio 2008, n. 9. Il successivo intervento di Cons. St., Ad. Plen., 21 novembre 2008, n. 12; 8.2. Il revirement di Cass., Sez. Un., 10 febbraio 2010, n. 2906, assegna definitivamente la giurisdizione al g.a.; 9. I limiti di tutela giurisdizionale in tema di controversie relative alle procedure di progettazione, approvazione e realizzazione di infrastrutture ed insediamenti produttivi; 10. Legittima l’impugnazione da parte della singola impresa partecipante ad un’A.T.I. dell’aggiudicazione dell’appalto: Corte giust., sez. VI, ord., 4 ottobre 2007, in C-492/06.
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Lezione A19A20 - L’autotutela amministrativa - Gli accordi1. La nozione di autotutela; 2. L'attività di esecuzione coattiva diretta delle pretese dell'amministrazione; 2.1. Il fondamento dell’esecutorietà; 2.2. Singole ipotesi applicative: a) l’art. 823 c.c.; b) l’art. 7, L.A.C.; c) l’art. 40 T.U. edilizia; d) l’art. 54 T.U.E.L.; 3. Il riesame con esito demolitorio dei provvedimenti adottati dall’amministrazione; 3.1. L’annullamento d’ufficio (art. 21 nonies legge n. 241/1990); 3.1.1. L’annullamento d’ufficio ex art. 1, comma 136, l. n. 311/2004; 3.1.2. Giudicato e annullamento per violazione del diritto comunitario; 3.1.3. I limiti al potere di annullamento in pendenza del giudizio amministrativo; 3.2. La revoca (art. 21 quinquies legge n. 241/1990); 3.2.1. Criteri per la quantificazione dell’indennizzo in caso di revoca del provvedimento: le novità del decreto legge n. 7/2007 (c.d. decreto bersani bis); 3.2.1.1. I pregi della disciplina: si colma una lacuna; 3.2.1.2. Una prescrizione di difficile applicazione: la conoscenza (o conoscibilità) da parte del privato della contrarietà dell’atto all’interesse pubblico; 3.2.1.3. Gli aspetti oscuri della nuova norma; 3.2.1.4. I rapporti con la responsabilità precontrattuale della p.a.; 3.3. Autotutela e provvedimenti pluristrutturati: il caso della conferenza dei servizi; 3.4. La sospensione dell’efficacia del provvedimento; 4. Il riesame con esito conservativo dei provvedimenti adottati dall’amministrazione conservativo; 4.1. L’impatto della disciplina dell’art. 21-nonies, comma 2, l. 241/90.
1. Nozione; 2. Accordi tra p.a. e privati; 2.1. La natura giuridica degli accordi ex art. 11, l. 241/90; 2.1.1. Corollari della tesi privatistica; 2.1.2. Corollari della tesi pubblicistica; 2.1.3. Le distanze tra le due tesi si accorciano con le leggi nn. 205/2000, 15 e 80/2005; 2.2. Disciplina sostanziale; 2.3. Recesso unilaterale; 2.4. Disciplina processuale; 2.5. Casistica; 2.5.1. Cessione volontaria in materia espropriativa; 2.5.2. Accordi quadro in materia di contratti pubblici; 2.5.3. Convenzioni di lottizzazione; 2.5.4. Accordo bonario; 3. Gli accordi tra pubbliche amministrazioni: gli accordi di programma; 3.1. Disciplina sostanziale; 3.2. Disciplina processuale; 3.3. Accordi degli enti locali per una migliore qualità dei servizi pubblici.
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Lezione A16A17A18 - Il silenzio amministrativo e le novità portate dalla l. 69/2009 - La nullità del provvedimento amministrativo ai sensi dell’art. 21 septies della legge n. 241/1990 - I vizi non invalidanti ai sensi dell’art. 21 octies comma 2 della legge 241/19901. Il tempo dell’azione amministrativa dopo la legge n. 69/2009; 2. Il silenzio-inadempimento (o rifiuto) e le modifiche portate dalla l. n. 69/2009; 2.1. Quando l’istanza del privato fa nascere l’obbligo di provvedere in capo alla p.a.?; 2.2. Il procedimento di formazione del silenzio-rifiuto ed il termine per ricorrere; 2.2.1 La nozione di controinteressato nel rito in tema di silenzio; 2.3. L’intensità del sindacato: controllo notarile del calendario o verifica giudiziaria della fondatezza dell’istanza?; 2.3.1. Il giudizio di spettanza dopo la legge n. 80/1005: giurisdizione di merito o cognizione limitata ai soli atti vincolati?; 2.4. Ricorso contro il silenzio-rifiuto e riparto di giurisdizione; 2.5. Diniego espresso sopravvenuto nel corso del giudizio contro il silenzio-rifiuto e cumulo di azioni; 2.6. Ricorso contro il silenzio e risarcimento del danno (rinvio); 2.7. L’ottemperanza anomala ed il ruolo del commissario ad acta nel rito del silenzio; 3. Il silenzio-assenso dopo la legge n. 80/2005; 3.1. I poteri che residuano alla p.a.; dopo la formazione del silenzio assenso; 4. La denuncia di inizio attività: caratteri generali; 4.1. La riformulazione dell’art. 19 ad opera della legge n. 80/2005 e le novità portate dalla l. 69/2009; 4.2. La natura della dichiarazione di inizio attività: Cons. St., sez. VI, 9 febbraio 2009, n. 717; 4.3. I poteri della P.A. dopo la presentazione della d.i.a.: potere inibitorio, potere sanzionatorio e potere di autotutela; 4.4. Autotutela e tutela del terzo danneggiato; 4.5. La giurisdizione esclusiva in materia di D.I.A.; 5. Il silenzio diniego e gli strumenti di tutela giurisdizionale.
1. La patologia del provvedimento amministrativo: profili sistematici; 1.1. La nullità del provvedimento amministrativo prima della novella del 2005: spunti di teoria generale; 1.2. Le ricadute nel diritto amministrativo del dibattito dottrinale sulla nullità; 1.3. Le nullità previste dal legislatore e dalla giurisprudenza prima della riforma del 2005; 2. La nullità del provvedimento amministrativo ex art. 21-septies legge n. 241/1990; 2.1. La nullità per mancanza degli elementi essenziali del provvedimento; 2.2. La fantomatica nozione di difetto assoluto di attribuzione e le incerte sorti della carenza di potere; 2.3. Il provvedimento emanato in violazione o elusione del giudicato; 2.4. Spigolando in una disciplina fantasma.
1. Le cause di annullabilità degli atti amministrativi; 2. segue I limiti posti all’annullamento ai sensi dell’art. 21-octies, comma 2, della legge n. 241/1990; 3. I vizi formali e procedimentali che non comportano l’annullabilità: il problema dei difetti motivazionali, del vizio di incompetenza relativa e del preavviso di diniego; 3.1. Il problema della natura sostanziale o processuale della norma: tesi dell’irregolarità; 3.2. Tesi del raggiungimento dello scopo; 3.3. Tesi processualistica; 3.4. Tesi sostanzialistica; 4. Tipo di pronuncia adottabile a seconda della tesi che si segue sulla natura della norma; 4.1. Problemi probatori; 4.2. La prova della mancanza di alternative di diritto ai sensi del primo periodo del secondo comma; 4.3. La prova della mancanza di alternative di fatto ai sensi del secondo periodo del secondo comma.
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Lezione A13A14A15 - Principi generali dell’azione amministrativa - L’accesso ai documenti amministrativi - La discrezionalità amministrativa e tecnica1. La nozione di attività amministrativa; 2. I principi dell’ordinamento comunitario; 2.1. Il principio di tutela del legittimo affidamento; 2.2. Il principio di proporzionalità; 3. Il principio di trasparenza: l’accesso ai documenti amministrativi diviene principio dell’attività amministrativa dopo la l. 69/2009; 4. Il principio di imparzialità dopo la l. 69/2009; 5. I principi in materia di ambiente; 5.1. Il principio di precauzione; 6. I principi in materia urbanistica; 6.1. Il principio di perequazione; 7. I principi in materia di contratti pubblici; 7.1. I principi comunitari in materia di contratti non oggetto di disciplina comunitaria.
1. La controversa natura giuridica del “diritto” di accesso; 2. L’accesso all’attività di diritto privato della p.a. e dei gestori di pubblici servizi; 2.1. L’Adunanza Plenaria n. 11/2007, esclude l’ostensibilità delle relazioni del direttore dei lavori e del collaudatore sulle riserve avanzate dall’esecutore di lavori pubblici; 3. Accesso e privacy: la strana coppia; 3.1. Dati ordinari, sensibili e sensibilissimi; 3.2. Modalità di accesso ai documenti riservati: resta la limitazione alla sola visione del documento?; 3.3. Accesso agli atti delle procedure a evidenza pubblica: il problema della tutela del know how; 3.4. Accesso ai documenti detenuti dall’Autorità antitrust; 3.5. L’accesso del Consigliere comunale; 3.6. L’accesso esercitato sui pareri legali; 3.7. Accesso agli atti del procedimento tributario; 4. L’oggetto dell’accesso; 5. L’interesse all’accesso; 6. La tutela giurisdizionale del diritto di accesso: a) l’accesso in pendenza di giudizio; b) la nozione di controinteressato; 6.1. La natura giuridica del ricorso alla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi.
1. La nozione di discrezionalità amministrativa; 2. Attività discrezionale e regole del procedimento; 3. Oggetto della discrezionalità amministrativa; 4. Rilevanza della dicotomia attività vincolata–attività discrezionale ai fini del riparto di giurisdizione; 4.1. Casi in cui il potere discrezionale diventa vincolato in ragione del rango dei diritti tutelati: i cc.dd. “diritti inaffievolibili”; 5. L’esercizio del potere discrezionale in materia di pianificazione urbanistica; 6. Il sindacato giurisdizionale sulla attività discrezionale della P.A.; 6.1. In particolare: la differenza tra sindacato giurisdizionale sull’attività vincolata e quello sull’attività discrezionale; 6.2. La progressiva estensione dell’area della legittimità dell’azione amministrativa; 6.3. L’inerzia dell’Amministrazione nell’esercizio dell’attività discrezionale; 7. La «riedizione» del potere amministrativo dopo la pronuncia di annullamento del provvedimento discrezionale; 8. Il risarcimento del danno in caso di illegittimo esercizio dell’attività discrezionale; 9. La discrezionalità tecnica; 9.1. La motivazione del provvedimento in caso di esercizio della discrezionalità tecnica; 9.2. Differenza tra discrezionalità tecnica e accertamento tecnico; 9.3. Il sindacato giurisdizionale sulla discrezionalità tecnica; 9.4. In particolare: la consulenza tecnica d’ufficio; 9.5. Gli effetti del sindacato intrinseco sulla discrezionalità tecnica; 9.6. Il potere «residuo» dell’Amministrazione dopo la pronuncia di annullamento del provvedimento discrezionale–tecnico; 9.7. Il risarcimento del danno in caso di illegittimo esercizio della discrezionalità tecnica; 9.8. Il sindacato sulle valutazioni tecniche nella giurisprudenza della Corte di Giustizia.
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Lezione A10A11A12 - Il rapporto di lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione dopo la riforma cd. Brunetta - I beni pubblici - I rapporti tra centro e periferia nel sistema di cui al nuovo titolo V della parte II della Costituzione 1. Dal pubblico impiego al rapporto di lavoro alle dipendenze della P.A.; 2. Il rapporto di lavoro tra Stato e Regioni nella lettura offerta dalla Corte costituzionale; 3. Una nuova filosofia nell’approccio alla disciplina del rapporto di lavoro alle dipendenze della p.a.: le avvisaglie contenute nella l. 133/2008; 3.1. La disciplina della legge delega 15/2009… 3.2. segue… e quella e del decreto di attuazione (cd. riforma Brunetta, d.lgs. 150/2009); 3.3. Le modifiche portate al TU 165/2001; 4. La giurisdizione non esclusiva del g.o. per i rapporti privatizzati; 5. La giurisdizione esclusiva del g.a. per le categorie non privatizzate; 6. Alcune zone opache; 6.1. Le controversie in materia di assunzione; 6.1.1. …concorsi esterni ed interni… 6.2. …conferimento e revoca degli incarichi dirigenziali; 6.3. Questioni di diritto intertemporale inerenti al riparto di giurisdizione; 7. I confini tra richiesta di disapplicazione al g.o. ed impugnazione innanzi al G.A. dell’atto di macro-organizzazione; 8. I poteri del g.o.
1. La nozione di beni pubblici dal diritto romano alla riforma del Titolo V della Costituzione; 2. Beni demaniali: acquisto e perdita della demanialità, regime giuridico; 3. Beni patrimoniali indisponibili; 4. Beni patrimoniali disponibili; 5. La privatizzazione ; 6. Beni culturali; 7. L’espropriabilità dei beni pubblici; 8. Il regime dei beni pubblici affidati in concessione; 8.1. Il riparto di giurisdizione; 9. I diritti reali pubblici su beni altrui. 9.1. Diritti (o servitù) d'uso pubblico: strade vicinali e usi civici.
1. Il titolo V nella Costituzione del 1948; 1.1. Le funzioni amministrative delle Regioni; 2. L'assetto dei rapporti nella legge costituzionale n. 3 del 2001; 2.1. La sentenza n. 274/2003 della Corte costituzionale; 2.2. L’individuazione delle materie trasversali; 3. La nuova formulazione dell'art. 118 Cost.: la sussidiarietà verticale…; 3.1. Corte costituzionale n. 303/2003 interpreta in senso elastico il principio di sussidiarietà verticale; 4. Segue…La sussidiarietà orizzontale; 5. Il potere statale sostitutivo.
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Lezione A07A08A09 - Le fonti secondarie: in particolare la disapplicazione dei regolamenti e dei bandi - Gli enti pubblici: profili generali; organismi di diritto pubblico e affidamento in house - Le autorità amministrative indipendenti1. Premessa; 2. Fondamento e limiti alla potestà regolamentare; 3. La tutela giurisdizionale nei confronti dei regolamenti illegittimi; 3.1. La tutela giurisdizionale davanti al g.o.; 3.2. La tutela giurisdizionale davanti al g.a.; 4. Il sindacato sui bandi di gara; 4.1. Sulla possibilità per la stazione appaltante di disapplicare il bando di gara; 5. Le ordinanze di necessità e di urgenza; 6. I capitolati generali; 7. I piani regolatori generali.
1. La distinzione tra ente pubblico ed ente privato; 2. Lo status di ente pubblico; 3. I limiti alla “pubblicizzazione” legislativa; 4. La privatizzazione degli enti pubblici; 4.1. Il meccanismo di soppressione degli enti pubblici: il c.d. taglia-enti; 5. Affidamenti in house. Nozione; 5.1. L’in house è una regola o un’eccezione?; 5.2. Il controllo analogo 5.2.1. L’in house indiretto; L’in house frantumato trova l’avallo di Corte giust., sez. III, 13 novembre 2008, c-324/07; 5.2.3. L’in house convenzionato non è configurabile; 5.3. Rapporti tra l’organismo di diritto pubblico e l’ente in house; 5.4. L’in house sotto forma di società a responsabilità limitata; 5.5. L’evoluzione giurisprudenziale: Cons. giust. amm. Reg. sic., n. 719/2007, fa il punto sulla disciplina dell’affidamento “in house”; 5.6. Cons. St., sez. V, 23 ottobre 2007, n. 5587 invoca l’intervento dell’Adunanza Plenaria del Consiglio; 5.7. La riposta dell’Adunanza Plenaria, 3 marzo 2008, n. 1; 5.8. I servizi pubblici di rilevanza economica dopo l’art. 23-bis, l. 133/2008: permane la possibilità dell’affidamento in house?; 5.9. L’affidamento dei servizi pubblici di rilevanza economica all’indomani dell’art. 15, d.l. 25 settembre 2009 n. 135, convertito con l. 20 novembre 2009, n. 166. Viene sciolto il nodo della sopravvivenza dell’in house e della necessità della gara per il socio privato; 6. Gli organismi di diritto pubblico: il requisito teleologico.
1. La misteriosa identità delle autorità indipendenti: pubbliche amministrazioni speciali o espressione di un quarto potere acefalo e vagamente mostruoso?; 2. La potestà regolamentare delle authorities: i pareri del Consiglio di Stato, sez. normativa, n. 11603/05 e n. 355/2006; 3. La tutela giustiziale all’indomani delle modifiche introdotte dall’art. 70, l. 69/2009; 4. La tutela giurisdizionale; 5. segue…Il riparto di giurisdizione: prevale il modello della giurisdizione esclusiva; 5.1. La compatibilità costituzionale del modello della giurisdizione esclusiva sulle Autorità; 6. segue… L’intensità del sindacato giurisdizionale; 7. segue… La legittimazione a ricorrere avverso gli atti delle authorities: in particolare la tutela dei consumatori in materia antitrust; 8. segue…Il rito speciale ex art. 23-bis, L. n. 1034/71. 9. La responsabilità civile delle autorità per omessa vigilanza; 9.1. Cass. 3132/2001 segna l’affermazione del principio di piena responsabilità: luci ed ombre; 9.2. Le Sezioni unite affermano la giurisdizione del giudice ordinario per il contenzioso relativo ai danni da omessa vigilanza della Consob su operazioni e operatori (Cass., sez. unite 6179/2003 e 15916/2005); 10. Il Tribunale di primo grado CE 11 luglio 2007 C 351/03 afferma il principio della responsabilità della Commissione per danni cagionati alle imprese per effetto di provvedimenti antitrust illegittimi.
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Lezione A06 - La tutela di accertamento: verso il giudizio sul rapporto?1. Le azioni dichiarative. 2. L’azione di nullità (art. 21 septies della legge n. 241/1990) ed i problemi di riparto di giurisdizione. In particolare, la nullità per violazione o elusione del giudicato. 2.1. La natura giuridica dell’azione di nullità. 2.2. Il regime dell'azione di nullità: interesse ad agire, prescrizione, rilevazione d'ufficio e principio della domanda. 3. L’azione di accertamento in tema di accesso agli atti della p.a. 4. L’azione di accertamento in materia di silenzio-rifiuto (art. 2 della legge n. 241/1990, come mod. dalla legge n. 80/2005 e dalla legge n. 69/2009). 4.1. Natura della giurisdizione del G.A. in materia di silenzio-rifiuto. Una nuova giurisdizione di merito? 4.1.1. Giudizio sul silenzio-rifiuto e discrezionalità tecnica. 4.2. Emanazione del provvedimento espresso nel corso del giudizio sul silenzio-rifiuto. 4.3. Il problema dei controinteressati. 5. L’azione atipica di accertamento e condanna. 6. Prospettive de jure condendo: l’art. 44, l. 69/2009.
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Lezione A04A05 - La tutela di annullamento ed i suoi limiti alla luce dell’art. 21 octies, comma 2, legge n. 241/1990 - La tutela risarcitoria dopo Cass. 500/1999 e 13659/2006; in particolare: danno da ritardo ex art. 2-bis , l. 241/90; riparto di giurisdizione e pregiudizialità 1. Evoluzione storica e ragioni della struttura impugnatoria del processo amministrativo. 2 I dieci corollari processuali del sistema impugnatorio. 3. Come si cambia per non morire: dal giudizio sull’atto al giudizio sul rapporto. 3.1. L’imperativo costituzionale. 3.2. La tutela risarcitoria dell’interesse legittimo impone la penetrazione della fondatezza sostanziale della pretesa. 3.3. Il legislatore varca il Rubicone. 3.3.1. La legge n. 205/2000 allarga i motivi aggiunti e introduce la consulenza tecnica. 3.3.2. Le novità introdotte dalle leggi nn. 15 e 80/2005: il sindacato sostanziale sui vizi formali e l’indagine sul rapporto in caso di giudizio relativo al silenzio. 3.4. I dieci corollari processuali rovesciati del giudizio sul rapporto. 4. I caratteri classici dell'azione di annullamento nel processo amministrativo a struttura impugnatoria. 5. L’azione di annullamento alla luce dei limiti posti dall’art. 21 octies, comma 2, della legge n. 241/1990. 6. Le limitazioni introdotte dal legislatore alla tutela di annullamento in materia di contratti pubblici.
1. La natura giuridica della responsabilità della p.a.; 1.1. La tesi della responsabilità da contatto sociale qualificato…; 1.1.1 …Segue la sentenza del Tar Lazio, sez. III-ter, 5 novembre 2007, n. 10852; 1.2. La tesi della responsabilità precontrattuale della p.a.; 1.1.2. Domanda di indennizzo ex art. 21-quinquies, l. 241/90 e richiesta di risarcimento; 1.3. La tesi della responsabilità speciale; 2. La responsabilità della p.a. secondo il paradigma aquiliano; 2.1. L’elemento oggettivo; 2.1.1. Gli interessi oppositivi; 2.1.2. Gli interessi pretensivi; 2.1.2.1. Il risarcimento della chance nella giurisprudenza del g.a.; 2.1.2.2. La chance secondo la decisione del Consiglio di Stato n. 5323/2006; 2.1.2.3. Il risarcimento del danno derivante da provvedimento illegittimo favorevole 2.1.3. Danno da ritardo e danno da silenzio prima… 2.1.3.1. …e dopo la disciplina introdotta dalla l. 18 giugno 2009, n. 69; 2.1.4. Il risarcimento degli interessi formali e procedimentali all’indomani dell’art. 21-octies, l. 241/90; 2.2. L’elemento soggettivo: la colpa; 2.2.1. La colpa come violazione grave delle norme che regolano l’attività amministrativa; 2.2.2. L’illegittimità quale indice presuntivo della colpa; 2.2.3. La colpa della p.a. secondo lo schema dell’art. 2236 c.c.; 2.2.4. L’errore scusabile; 2.3. Segue…il dolo; 2.4. La quantificazione del danno e le indicazioni di Corte cost., 24 ottobre 2007 n. 349; 2.4.1. L’art. 134 del Codice dei contratti; 2.4.1.1. Il comportamento della p.a. è in grado di influenzare l’ammontare del risarcimento: Cons. St., Sez., IV, 10 agosto 2007, n. 4401; 2.4.2. Il danno non patrimoniale ed esistenziale: verso un’espansione incontenibile? 3. Il risarcimento del danno in forma specifica; 4. Il giudice del risarcimento nelle pronunce della Corte costituzionale n. 204/2004 e 191/2006, delle SS. UU. della Corte di Cassazione n. 1207, 13659, 13660, 13911/2006, dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 2/2006; 4.1. La giurisprudenza più recente: Cass. SS. UU., 20 ottobre 2006, nn. 22511 e 22521; 8 novembre 2006, n. 23735; 7 febbraio 2007, n. 2688; Corte cost. n 140/2007; 4.2. Conclusioni sul riparto di “giurisdizione risarcitoria” 5. La pregiudiziale amministrativa secondo Cass. SS. UU. n. 500/99; Cons. St., Ad. Plen., n. 4/2003; Cass., n. 4538/03; Cass. SS. UU. nn. 1207, 13659, 13660, 13911/2006; 5.1. Una tesi intermedia punta alla valorizzazione dell’art. 1227, comma 2, c.c.; 5.2. Le pronunce più recenti favorevoli alla tesi della pregiudizialità; 5.2.1. La posizione della VI sezione del Consiglio nella decisione 8 maggio 2007, n. 2136; 5.3. …e quelle contrarie; 5.4. Lo scontro si acuisce Cass. Sez. I, 17 ottobre 2007, n. 21850 e Cons. St., Ad. Plen., 22 ottobre 2007, n. 12; 5.4.1. Un nuovo intervento delle Sezioni Unite contro la pregiudiziale: Cass., Sez. Un., 23 dicembre 2008, n. 30254; 5.4.2. La VI Sezione invoca l’intervento nomofilattico della Plenaria; 5.5. Prospettive de jure condito e de jure condendo; 6. Risarcimento del danno e ottemperanza; 7. La prescrizione dell’azione risarcitoria; 4.1. Il contrasto giurisprudenziale in tema di prescrizione dell’azione risarcitoria a seguito di irreversibile trasformazione del bene illegittimamente occupato; 8. L’onere probatorio in tema di risarcimento del danno da lesione di interesse legittimo.
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Lezione A02 - Cos’è l’interesse legittimo?1. Premessa; 2. L’interesse legittimo è compatibile con l’ordinamento comunitario?; 3. L’interesse legittimo secondo la teoria normativa; 3.1. Crisi della nozione di interesse legittimo: quale la differenza con il diritto soggettivo?; 4. L’interesse procedimentale è un tertium genus tra diritto soggettivo ed interesse legittimo?; 4.1. Qual’è il rapporto tra legittimazione procedimentale e legittimazione processuale?; 4.2. E’ risarcibile l’interesse procedimentale? La mancata risposta dell’art. 2 bis, 241/90; 5. Le ll. 15 e 80 del 2005 e le conseguenze sulla teorica dell’interesse legittimo; 6. Interesse legittimo e processo amministrativo alla luce delle nuove tecniche di tutela: il g.a. diviene il giudice delle posizioni giuridiche sorte all’interno della relazione tra amministrazione e privato?; 7. Interessi diffusi ed interessi collettivi: nascita e modalità di tutela; 7.1. Criteri di legittimazione al ricorso degli enti esponenziali. 8. I diritti soggettivi cd. resistenti.
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Lezione A01 - Il diritto amministrativo europeo1. La nozione di diritto amministrativo europeo 2. Le fonti del diritto comunitario 2.1. Le direttive c.d. self-executing 3. I rapporti tra le fonti comunitarie e le fonti nazionali: il principio di primazia si attua con lo strumento della disapplicazione delle norme nazionali contrastanti 3.1. La cd. disapplicazione in pejus 3.2. Il contrasto tra atto comunitario e norma comunitaria di rango superiore 3.3. Le deroghe al principio di primazia del diritto comunitario: la teoria dei controlimiti 3.4. Il giudicato nazionale contrastante con il diritto comunitario 3.5. Il principio di legittimo affidamento quale limite negativo al principio di primazia del diritto comunitario nell’autotutela: rinvio 4. Le relazioni tra amministrazioni nazionali e comunitarie ed i risvolti in materia giurisdizionale: i c.d. procedimenti amministrativi misti 4.1. Le forme di cooperazione europea secondo il principio di separazione e di cooperazione 4.1.1. Le formule tipiche dell’amministrazione organizzata secondo il principio di cooperazione ed i problemi inerenti la tutela giurisdizionale 4.2. Il problema della tutela giurisdizionale: separazione od integrazione? 5. Gli effetti del diritto comunitario sul diritto amministrativo nazionale: l’incidenza sugli istituti di diritto sostanziale 5.1. I principi generali del diritto comunitario ai sensi dell’art. 1, comma, 1, l. 241/90 5.1.1. Il principio di tutela del legittimo affidamento e sue applicazioni in materia di autotutela 5.1.2. Il principio di proporzionalità 5.1.3. Il principio di trasparenza ed il diritto di accesso agli atti 5.1.4. Il diritto al contraddittorio ed il diritto di difesa 5.2. La nuova nozione di pubblica amministrazione 5.3. Si impone la risarcibilità dell’interesse legittimo 5.4. segue...Le influenze comunitarie sulle regole che governano il risarcimento 5.4.1. La legittimazione a proporre l’azione risarcitoria 5.4.2. La quantificazione del danno 5.4.3. Il nesso di causalità 5.4.4. L’elemento soggettivo 5.4.5. Il risarcimento del danno da inesatta trasposizione di direttiva comunitaria 5.4.6. Il risarcimento del danno cagionato dallo Stato giurisdizione 6. L’influenza del diritto comunitario sul nostro sistema di giustizia amministrativa 6.1. La nozione di interesse legittimo ed il riparto di giurisdizione non collidono con i principi europei 6.2. Le regole processuali ed il diritto europeo dopo la legge 205/2000 6.2.1. In particolare il nuovo volto della tutela cautelare dopo i il codice dei contratti pubblici (decreto legislativo n. 163/2006) 7. Il concetto comunitario di giurisdizione nazionale. 8. Le nuove indicazioni fornite dalla direttiva ricorsi n. 2007/66 in tema di appalti pubblici.
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Lezione A03 - Il riparto di giurisdizione e la disciplina della translatio judicii ex art. 59, l. n. 69/20091. Inquadramento storico dei criteri di riparto. 2. Il criterio della causa petendi (o petitum sostanziale) nella Carta Costituzionale. 2.1. Il meccanismo di individuazione della causa petendi secondo il paradigma: attività di imperio – attività di gestione. 2.2. Segue…norme di azione – norme di relazione. 2.3. Segue…attività vincolata – attività discrezionale. 3. Il criterio dominante: il binomio cattivo uso di potere – carenza di potere. 4. La nozione di potere amministrativo nell’interpretazione offerta dal Giudice delle leggi nelle sentenze nn. 204/2004, 191/2006, 140/2007 e in seguito alle novità portate dalla l. 15/2005. 4.1. …e nelle nuove regole sull’azione amministrativa scolpite dalle leggi nn. 15 e 80 del 2005. 4.1.1… e nell’interpretazione offerta dall’Adunanza Plenaria nelle sentenze nn. 9 e 10/2007 4.2. Ipotesi applicative: Cass., Sez. Un., n. 411/2007 in tema di potere di determinazione dei canoni di concessione demaniale. 4.3. ...Segue: Cass., Sez. Un., n. 15614/2006 e il crocefisso nelle scuole. 5. Il sottile confine tra poteri pubblici e poteri privati della p.a. ed il riparto di giurisdizione. 5.1. La p.a. privato contraente: la posizione della Cass., Sez. Un., n. 27170/2006 e n. 4116/2007 e la contraria giurisprudenza amministrativa. 5.2. La p.a. proprietaria di beni. 5.3. La p.a. come socio: Cass., Sez. Un., n. 7799/2005. 5.4. La p.a. creditrice: fermo amministrativo e riparto di giurisdizione (Cons. St. n. 2032/2006 e Cass., Sez. Un., n. 875/2007). 5.5. La p.a. datore di lavoro. 6. Il riparto di giurisdizione in materia di sovvenzioni economiche erogate dalla p.a. 6.1. Il riparto di giurisdizione sui procedimenti amministrativi composti 7. La carenza di potere e l’atto amministrativo nullo all’indomani dell’art. 21-septies, l. 241/90. 8. La giurisdizione del g.a. su comportamenti amministrativi espressione di potere: la non agevole distinzione tra comportamenti amministrativi e comportamenti meri (rinvio). 8.1. Riparto di giurisdizione, comportamenti in materia espropriativa e risarcimento: rinvio. 9. Il riparto di giurisdizione dopo la l. 15/2005: artt. 11 e 21-quinquies, l. 241/90, art. 1, comma 136, l. 311/2004. 10. I diritti inaffievolibili. 10.1. Il diritto alla salute. 10.2. La giurisdizione esclusiva del g.a. ex art. 1, comma 552, l. n. 311/2004, supera il vaglio di Corte cost. 140/2007 anche per il diritto alla salute e la Cassazione (Sez. Un., 28 dicembre 2007, n. 27187) si adegua. 11. Riparto di giurisdizione e questioni processuali: translatio iudicii, principio di concentrazione delle domande, sindacato della Cassazione sulle sentenze del g.a. 11.1. Il principio di concentrazione delle domande. 11.2. Il sindacato della Cassazione sulle sentenze del g.a. 11.3. Sui limiti della rilevabilità d’ufficio del difetto di giurisdizione: la svolta epocale di Cass., Sez. Un., 23 settembre 2008, n. 24883. 12. La translatio iudicii all’indomani della disciplina dettata dall’art. 59 l. 18 giugno 2009, n. 69.
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