Lezione C29C30 - Diritto a morire e diritto a non nascere se non sano - Le Fondazioni1. Premessa. 2. Il diritto a nascere sano. 2.1. segue: i soggetti legittimati a chiedere il risarcimento. 2.2. segue: la soggettività giuridica del nascituro 3. Esiste un diritto a non nascere se non sano? 3.1. segue: la condizione giuridica del nascituro. 3.2. segue: i soggetti legittimati a richiedere il risarcimento e la qualificazione e quantificazione del danno. 3.3.Gli ultimi arresto giurisprudenziali 3.4. Cenni di diritto comparato. 4. Il diritto a morire come diritto alla autodeterminazione terapeutica 4.1. segue: i limiti della autodeterminazione terapeutica tra diritto alla salute, esercizio del diritto e adempimento del dovere di cura. 4.2. Il caso Welby. 4.3. Il caso Englaro. 4.4. Il principio di autodeterminazione in caso di futura ed eventuale incapacità.
1. Introduzione. I patrimoni di destinazione. 1.1. Cenni storici sul fenomeno della fondazione. 2. La capacità giuridica e la personalità degli enti. La disciplina delle fondazioni. 2.1. segue: l’atto costitutivo della fondazione. 2.2. segue: il negozio di dotazione. 2.3 segue: fondazione costituita mediante testamento: la pronuncia della Corte di Cassazione n. 24813/2008. 3. Le fondazioni di impresa. 4. Le fondazioni finanziarie. 5. Le fondazioni bancarie. 5.1. segue: la pronuncia delle Sezioni Unite n. 27619/2006. 6. Le fondazioni di diritto amministrativo: rinvio. 7. Le fondazioni di famiglia. 8. Le fondazioni di fatto. 9. Le fondazioni culturali. 10. Le fondazioni di partecipazione. 11. Le fondazioni universitarie: cenni.
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Lezione C28 - La persona fisica. Diritti fondamentali e capacità.1. I diritti della personalità. 2. Casistica. 2.1. Il riconoscimento tardivo del padre naturale come diritto alla identità personale. 2.2. Il diritto a nascere sano: rinvio. 2.3. Il diritto a non nascere se non sani: rinvio. 2.4. Il diritto del malato alla autodeterminazione terapeutica: rinvio. 2.5 Il diritto alla sessualità 2.6. Il diritto alla critica giudiziaria. 2.7. Il danno da illegittima levata di un protesto. 3. Le novità normative in tema di capacità di agire: l’amministrazione di sostegno. 3.1. Le differenze con interdizione ed inabilitazione. 4. I recenti orientamenti giurisprudenziali. 5. La procreazione medicalmente assistita tra diritti fondamentali e capacità giuridica.
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Lezione C27 - Problemi attuali del diritto successorio: patti successori e patto di famigliaI Parte. I patti successori. 1. Il divieto e la nozione - 2.Tripartizione - 3.Patti successori reali ed obbligatori - 4. Fondamento del divieto dei patti successori - 5. I criteri per l’individuazione dei negozi mortis causa e dei patti successori - 6. L’elemento causale e la differenziazione da altre figure - 7. Inammissibilità della conferma e della conversione dei patti successori - 8. La progressiva erosione del divieto. II Parte. Il patto di famiglia. 1. La finalità - 2. Le fasi - 3. I partecipanti - 4.Il disponente - 5. Gli assegnatari - 6. Gli obblighi dell’assegnatario - 7. La liquidazione proveniente dal disponente - 8. Il problema dell’utilizzabilità delle donazioni pregresse nella dinamica del patto di famiglia - 9. L’oggetto - 10. Le partecipazioni sociali che possono formare oggetto di un patto di famiglia - 11. La forma - 12. Natura bilaterale o plurilaterale del patto di famiglia - 13. La causa del patto di famiglia - 14. Il patto di famiglia ed il regime patrimoniale dei coniugi - 15. Il patto di famiglia ed i patti successori - 16. La compatibilità con le norme in materia di impresa familiare - 17. Il patto di famiglia e le diverse tipologie societarie - 18. L’esenzione dalla riduzione e dalla collazione - 19. L’imputazione ex se - 20. La riunione fittizia - 21. I legittimari sopravvenuti - 22. L’impugnazione del patto di famiglia - 23. Lo scioglimento - 24. Le controversie
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Lezione C26 - I rapporti non semplici tra famiglia, autonomia negoziale e tutela aquiliana1. Premessa. A) FAMIGLIA E DANNI ENDOFAMILIARI. 2. I principi fondamentali. 3. L’inadempimento agli obblighi di mantenimento nell’ambito della crisi della famiglia come fonte di responsabilità contrattuale. 4. Responsabilità contrattuale e doveri dei genitori. 4.1. Il risarcimento dei danni nell’affido condiviso. 5. Casistica. 5.1. Il diritto a non nascere se non sani (rinvio). 5.2. Il rifiuto di rapporti sessuali. 5.3. Il danno da omessa informazione circa la propria condizione di impotenza. 5.4. Il danno derivante dalla violazione del dovere di fedeltà coniugale. 5.5. Arricchimento senza causa in un rapporto di convivenza.
B) FAMIGLIA E DANNI ESOFAMILIARI. 6. Generalità. 6.1. Il diritto ad una procreazione consapevole ed il danno da cattiva informazione sulle condizioni del feto (rinvio). 6.2. Il danno da lesione del rapporto parentale. 6.2.1. Responsabilità e danno non patrimoniale patito dai nipoti per la morte dei nonni. 7. L’estensione dei principi e dei precipitati giurisprudenziali alla famiglia di fatto.
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Lezione C25 - La famiglia. Profili generali.1. Premessa. 2. La famiglia “di fatto”. 2.1. Il contratto di convivenza. 2.2. Assegnazione della casa familiare e convivenza more uxorio. 2.3 L’unione tra omosessuali 3. Il regime patrimoniale della famiglia. 3.1. Atto di disposizione (alienazione e acquisto) di immobile posto in essere da uno solo dei coniugi in regime di comunione legale. La distinzione delle Sezioni Unite del 2009 n. 9660 tra atto e rapporto. Riflessi su azione revocatoria e litisconsorzio.. 3.2. Prelazione legale ed azione di riscatto esercitata nei confronti di un solo coniuge in regime di comunione legale. 3.3. Sul rifiuto del coacquisto intervengono le Sezioni Unite (28 ottobre 2009, n. 22755): natura giuridica ed opponibilità al terzo acquirente del bene. 3.4. Comunione legale tra coniugi: diritti reali e diritti di credito. 3.5. Alle Sezioni Unite (13.10.2009, n. 21658) la questione dell' opponibilità ai terzi del fondo patrimoniale. 4. Impresa familiare e diritto di prelazione dell'ex moglie
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Lezione C23C24 - La proprietà. Nozione e tecniche di tutela; multiproprietà, trust e trascrizione degli atti di destinazione - Il possesso: tutela reale e tutela aquiliana1 - Il diritto di proprietà: nozione e caratteri. 1.1- Limiti legali alle facoltà del proprietario. 1.2. – I limiti di fatto all’esercizio del diritto di proprietà. 2- La proprietà: tecniche di tutela. 3- La multiproprietà. 4- Il trust : origini ed evoluzione storica. 4.1- Il trust nel nostro ordinamento. 5- Gli atti di destinazione ex art. 2645-ter c.c. 6. Le servitù irregolari
1. Definizioni, caratteri peculiari, distinzioni. 2. La natura giuridica. 3. Tecniche di tutela.
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Lezione C22 - Caratteri generali dei diritti reali. Resiste il dogma del numero chiuso? 1. Nozione di diritto reale. 2. Caratteri essenziali. 3. Tipicità e numero chiuso due principi a confronto. 3.1. Il fondamento giuridico e crisi del principio del numero chiuso. 3.2. Diritti reali e diritti di credito. 3.3. Obbligazioni propter rem e oneri reali. 3.4. Cessione di cubatura. 3.5. I diritti sui beni immateriali e l’opportunità di creare un terzo genus.
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Lezione C19C20C21 - I contratti del consumatore - La compravendita e gli ulteriori contratti traslativi - Gli altri contratti1. Nozione di consumatore. 1.1 (segue): il consumatore è persona fisica… 1.2 (segue): …che agisce per scopi estranei alla professione eventualmente svolta. 1.2.1 (segue): i contratti in vista della professione. 1.2.2 (segue): il consumatore che dichiara falsamente di essere professionista 1.2.3 (segue): i c.d. contratti misti. 1.2.4 I rapporti accessori: in particolare la fideiussione 1.2.5 Il beneficiario non contraente della polizza infortuni cumulativa stipulata dal datore di lavoro. 2. Esclusione dell’abusività delle clausole contrattuali in presenza di trattativa individuale. 3. La tutela collettiva nel Codice del consumo. 3.1 Azioni collettive ed anatocismo bancario. 3.2. Azione collettiva risarcitoria (art. 140 bis Codice del consumo) 4. Tutela aquiliana dei consumatori per danno da violazione del diritto a trarre beneficio dal rispetto delle regole antitrust poste a loro favore dalla legge n. 287/1990. 5. Regolamento della Comunità Europea n. 593/2008 sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (Roma I). 5.1. Premessa. 5.2. Materie escluse dal Regolamento n. 593/2008 (Roma I). 5.3. La libertà di scelta. 5.4. La tutela del consumatore
Regolamento della Comunità Europea n. 593/2008 sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (Roma I); A) I contratti traslativi. 1. La compravendita: nozione e natura giuridica - 1.1 Obbligazione del venditore - 1.1.1 Le singole ipotesi di vendita obbligatoria – 1.1.2 La garanzia per l’evizione - 1.1.3 La garanzia per vizi della cosa - 1.2 Obbligazioni del compratore - 1.3 Figure principali di vendita - 1.3.1 Vendita di beni immobili - 1.3.2. Vendita di beni mobili - 1.3.3 Vendita con patto di riscatto - 1.3.4 Vendita con riserva di proprietà - 1.4. La vendita dei beni di consumo - 1.5. L'alienazione immobiliare con garanzia di redditività
A. I contratti di godimento 1. La locazione: nozione e caratteri - 1.1 Obblighi del locatore - 1.2 Obblighi del conduttore - 1.2.1. Il conduttore, fino al passaggio in giudicato della sentenza «costitutiva» di acquisto dell'immobile locato, deve continuare a versare i canoni al vecchio locatore - 1.3 Locazione di immobili urbani - 1.3.1. Locazione di immobili urbani e diritto di prelazione - 1.3.2. Successione nella locazione e separazione consensuale. – 1.3.3. Riscatto del’immobile da parte del locatore – 1.3.4. Prelazione e riscatto - 1.4. Locazione e inadempimento - 1.5. Successione nel contratto di locazione – B. Contratti di cooperazione nell’altrui attività giuridica. 1. Il contratto di agenzia: nozione e natura giuridica - 1.1 Obblighi dell’agente - 1.2 Obblighi del preponente - 2. La mediazione: nozione e natura - 2.1 Diritti ed obblighi del mediatore – C. Contratti per la prestazione di servizi. 1. L’appalto: nozione e natura - 1.1 Obbligazioni, responsabilità e diritti dell’appaltatore - 1.2 Obbligazioni del committente – 1.3. Appalto e subappalto - 2. Il contratto di trasporto: nozioni e tipi - 2.1 Trasporto di persone - 2.2 Trasporto di cose - 2.3. Il contratto di trasporto nel Regolamento n. 593/2008 c.d. Roma I – D. I contratti aleatori. 1. Il contratto di assicurazione: nozione e tipi - 1.1 Elementi del contratto di assicurazione - 1.2. Il contratto di assicurazione nel Regolamento 593/2008 c.d. Roma I – 1.3. L’assicurazione fideiussoria – 1.4. Polizza fideiussoria e contratto autonomo di garanzia – 2. Il brokeraggio – E. I contratti reali: 1. Il comodato: Concetto e natura giuridica – 1.1 Disciplina positiva – F. Contratti atipici. 1 Il leasing: definizione - 1.1 Oggetto e obblighi delle parti - 1.2 Tipi – 2. Il sale and lease back 3. Contratto di factoring e silenzio del debitore ceduto sull’inesistenza dei crediti ceduti – G. Altri contratti - 1. Il contratto di “pacchetto turistico” - 2. Il deposito alberghiero - 3. Contratto di parcheggio: sul gestore grava l’obbligo di custodia? Contrasto giurisprudenziale e rimessione alle Sezioni Unite 4. I contratti di investimento conclusi dagli operatori qualificati.
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Lezione C17C18 - Le vicende del rapporto contrattuale - Le sopravvenienze1. La risoluzione per inadempimento. La natura giuridica. 2. L'inadempimento che legittima la risoluzione 3. Diffida ad adempiere 4. Eccezione di inadempimento. 5. Caparra confirmatoria: riflessioni in tema di rapporti tra le azioni di risoluzione/risarcimento e recesso/ritenzione caparra.
1. I rimedi codificati. L’impossibilità sopravvenuta della prestazione. 1.1. L’impossibilità sopravvenuta della prestazione e l’impossibilità sopravvenuta di utilizzo della prestazione. 2. Risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta. 2.1. Condizioni per l’operatività del rimedio della risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta. 2.2. La riduzione del contratto ad equità. 3. Le sopravvenienze non codificate. L’impostazione tradizionale: il contratto come scommessa sul futuro e la irrilevanza delle sopravvenienze non codificate. 3.1. La tesi della parziale rilevanza delle sopravvenienze non codificate. 4.La presupposizione. 4.1. Gli incerti confini tra l'errore e la presupposizione nel sistema dei rimedi contrattuali
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Lezione C16 - Il Contratto 3. La patologia del contratto; in particolare la frantumazione della nullità e l’avvento della nullità di protezione1. Nullità del contratto: premessa. 1.1. Rilevabilità d’ufficio della nullità: contrasto giurisprudenziale. 1.2. Estensione della nullità parziale e sua rilevabilità d'ufficio. 1.3. Nullità virtuale. 1.3.1. (segue): Le Sezioni unite riaffermano la tradizionale distinzione tra regole di validità e regole di correttezza. 1.4. Nullità di protezione. 1.4.1. Legittimazione ad agire riservata alla parte debole. 1.4.2. (segue): rilevabilità condizionata da parte del giudice. 1.4.3. Il giudice comunitario si esprime sulla rilevabilità d’ufficio della nullità delle clausole abusive 1.4.4. (segue) nullità necessariamente parziale. 1.5. Contratto concluso per effetto del reato di circonvenzione di incapace. 2. Annullabilità del contratto. 2.1. Dolo omissivo: tra azione di annullamento del contratto e responsabilità precontrattuale. 2.2. Il contratto stipulato da un soggetto legalmente incapace: il rimedio di cui all’art. 1443, c.c., è cumulabile con l’azione risarcitoria ex art. 1337 c.c.? 3. La simulazione: in particolare, la prova del prezzo simulato nella recente giurisprudenza di legittimità.
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Lezione C15 - Il Contratto 2. La formazione del contratto; in particolare il contratto preliminare1. Trattative e minuta contrattuale. 2. I vincoli precontrattuali in generale: classificazione ed effetti. 2.1 Il preliminare del preliminare e la sua nullità 3. Il contratto preliminare: premessa. 3.1. La natura giuridica del preliminare. Le teorie: a) il preliminare quale pactum de contrahendo. 3.1.1. (segue): b) la tesi del doppio contratto. 3.1.2. (segue): c) il contratto preliminare quale contratto “definitivo” obbligatorio. 3.2. Il preliminare quale strumento di controllo delle sopravvenienze. 3.3. Preliminare di vendita di cosa altrui. 3.3.1. (segue): i preliminari c.d. “a catena”. 3.3.2. (segue): preliminare di vendita di un bene parzialmente altrui. 3.3.3. Il preliminare ad effetti anticipati 3.4. La trascrizione del preliminare e i conflitti tra legittime cause di prelazione: la Cassazione si pronuncia a Sezioni Unite (sent. 1 ottobre 2009 n. 21045) 3.5. La mancanza dei documenti attestanti la regolarità urbanistica dell'immobile nel giudizio ex art. 2932 c.c.
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Lezione C13C14 - Il Contratto 1: Il sindacato sull’autonomia negoziale e gli elementi del contratto - Il Contratto 2: Gli elementi del contratto. In particolare la causa.1. Il sindacato giudiziale sul contratto “proceduralmente” iniquo. La Cassazione (sez. III, 18 settembre 2009, n. 20106) chiarisce il contenuto del controllo. 1.1. Criteri per la valutazione dell’iniquità proceduralmente rilevante e rimedi azionabili dalla vittima dell’abuso 1.2. Il contratto “sostanzialmente” iniquo: usura e la recente giurisprudenza in tema di clausola penale. 1.3. Giustizia dello scambio e controllo causale: gli orientamenti della dottrina minoritaria. 1.4. La teorica del terzo contratto.
1. Il principio della causalità negoziale: cenni di diritto comparato, ambito di applicazione, deroghe e temperamenti. 1.1. Deroghe e temperamenti alla tirannide della causa: astrattezza sostanziale, processuale e relativa. 1.2. Dalla teoria bettiana della funzione economico-sociale… 1.3. …alla teoria ferriana della funzione economico-individuale o della causa in concreto (Cass., 8.5.2006, n. 10490). 2. Un mondo nuovo: la nuova sistematica del contratto nella nuova era causale. 2.1. Il nuovo controllo sulla meritevolezza degli interessi perseguiti. 2.2. Gli altri corollari: a) il negozio in frode alla legge. 2.3. (segue): b) negozio indiretto e negozio fiduciario. 2.4. (segue): c) collegamento negoziale. 2.5. (segue): d) causa solutoria. 2.6. (segue): e) negozi atipici traslativi. 2.7. (segue): f) causa e presupposizione. 3. La condizione: questioni giurisprudenziali.
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Lezione C11C12 - La responsabilità extracontrattuale 5. Le singole fattispecie codicistiche. - La responsabilità extracontrattuale 6. Le fattispecie extracodicistiche1. Il danno da attività pericolose. 1.1. Excursus storico e nozione di attività. 1.2. La natura giuridica. 1.3. La produzione e la vendita di sigarette costituiscono attività pericolosa.1.4. Il danno da attività pericolose ed il danno non patrimoniale. 2. Il danno da cose in custodia. 2.1. Natura giuridica. La tesi della presunzione di colpa. 2.2. La tesi della natura oggettiva della responsabilità. 2.3. Furto in appartamento agevolato dalla presenza di ponteggi. 3. Responsabilità della Pubblica Amministrazione per danno da cose in custodia. 4. La responsabilità dei genitori e degli insegnanti. 4.1. Il fondamento della responsabilità. Presunzione legislativa di colpa o responsabilità oggettiva? 4.2. La responsabilità degli insegnanti. 4.2.1. L’art. 2048, co. 2, c.c. non si applica alle “autolesioni”.
1. Il danno da lesione della riservatezza. Il problema del richiamo dell’art.2050 c.c. contenuto nell’art. 15 del codice privacy. 1.1.1. Tesi favorevole al riconoscimento della pericolosità dell'attività di trattamento dei dati. 1.1.2. Tesi opposta che opina nel senso del rinvio alla mera regola probatoria. 1.1.3. Effetti pratici del dibattito. 1.2. Il codice deontologico giornalistico deve essere interpretato in modo conforme alla direttiva comunitaria in materia di trattamento dei dati personali 2. Il danno ambientale. Profili generali. 2.1. La giurisdizione. 3. La responsabilità per prodotti difettosi. 3.1. L’art.2043 c.c. offre adeguata protezione al consumatore danneggiato dal prodotto difettoso? 3.2. Natura giuridica della responsabilità. 3.3. Criteri di distribuzione dell'onere della prova tra danneggiato e produttore. 4. La responsabilità dello Stato per illecito comunitario
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Lezione C09C10 - La responsabilità extracontrattuale 3: I confini mobili tra l’ art. 2043 e l’ art. 2059 c.c.; le variabili impazzite del danno biologico, esistenziale e morale. - La responsabilità extracontrattuale 4: Il danno non patrimoniale. Casistica.Introduzione. 1. Il danno non patrimoniale. Un danno difficile. 2. Le alterne fortune del danno non patrimoniale a cavallo tra ’800 e ’900: da danno generale a danno tipico. 3. L’art. 2059 del Codice civile del 1942: l’interpretazione originaria legge rende il danno non patrimoniale una prigione dalla quale si deve evadere. 3.1. Inizia la tecnica del travaso dall’art. 2059 all’art. 2043: il danno biologico viene inteso come danno patrimoniale evento in un sistema tripolare (Corte Cost., n. 184/1986). 3.2. Non di sola salute vive l’uomo: l’art. 2059 viene definitivamente prosciugato con l’invenzione del danno esistenziale. 4. Vengono meno le ragioni dalla fuga con la rivoluzione giurisprudenziale del 2003: il ritorno all’ovile dell’art. 2043, c.c.. 4.1. I danni non patrimoniali conseguenti alla lesione di diritti fondamentali della persona sono sempre risarcibili ai sensi dell’art. 2059, c.c. (Cass., Sez. III, 31.5.2003, n. 8827 e 8828). 4.2. Vengono meno anche le angustie probatorie: al danno non patrimoniale da lesione di diritti fondamentali si applicano anche le norme che prevedono presunzioni di colpa (Cass.civ., sez. III, nn. 10482 e 20814/2004; Cass. civ., sez. III, 14.2.2008, n. 3532). 5. La III Sezione della Cassazione (ordinanza 25.2.2008, n. 4712) pone alle Sezioni Unite otto domande sul nuovo assetto del danno non patrimoniale. 5.1. Le tesi relative all’autonomia risarcitoria del danno esistenziale prima dell’intervento delle Sezioni Unite. 6. La risposta delle Sezioni Unite (sentenza 11 novembre 2008, n. 26972). 6.1. Il danno esistenziale non è un’autonoma sottocategoria di danno risarcibile. 6.1.1. Le reazioni della dottrina. Le opinioni favorevoli… 6.1.2. (segue) … e quelle contrarie. 6.2. Il danno non patrimoniale resta tipico, pur se la tipicità non è più assoluta ma relativa: resta ferma quindi la distinzione tra la clausola generale atipica di cui all’art. 2043 c.c. e la norma tipizzante di cui all’art. 2059. 6.2.1. Le reazioni della dottrina. 6.2.1.1. Il doppio filtro della tipicità e dell’ingiustizia per il danno non patrimoniale. 6.2.1.2. (segue) La tipicità del danno non patrimoniale e l’atipicità del danno patrimoniale. 6.3. La tavola dei valori/interessi costituzionalmente garantita non è costretta entro un numerus clausus di diritti inviolabili. 6.3.1. Le reazioni della dottrina. 6.4. I tratti morfologici del danno non patrimoniale da lesione di diritti costituzionali: i danni devono essere sufficiently serious o suffisamment caractérisé. 6.4.1. Il pensiero della dottrina. 6.5. Il danno non patrimoniale è risarcibile anche all’interno della responsabilità contrattuale. 6.5.1. Le reazioni della dottrina. 6.5.1.1. La tesi favorevole… 6.5.1.2. (segue) … e la tesi contraria. 6.5.1.3. Altre proposte ricostruttive. 6.5.1.4. La giurisprudenza di merito. 6.6. La nuova fisionomia del danno biologico tra lesione dell’integrità psicofisica medicalmente accertabile e vulnus alla sensazione di benessere. 6.7. I problemi di prova ed i criteri di liquidazione del danno non patrimoniale. 6.7.1. I commenti della dottrina. 6.8. In caso di danno cd. "tanatologico" o da morte immediata è risarcibile solo il danno morale. Rinvio. 6.9. Il nuovo volto del danno morale. 6.9.1. Le considerazioni della dottrina. 6.9.2. La giurisprudenza successiva. 6.9.3. Rispetto al danno morale operano i limiti fissati dagli artt.138 e 139 del codice delle assicurazioni private? 6.9.4. Il giudice di pace di Torino (ordinanza del 30.11.2009) rimette alla Corte Costituzionale la questione di legittimità costituzionale dell’art.139 Codice delle assicurazioni. 6.9.5. Il legislatore sembra confermare la diversità tra danno biologico e danno morale (D.P.R. 03.03.2009, n.37 e D.P.R. 30.10.2009, n.181) 7. Conclusioni.
1. Le relazioni familiari e la sfera sessuale. 2. Diritto a nascere sani e diritto a non nascere se non sani 3. Relazioni lavorative e mobbing. 4. Il danno tanatologico e la sua trasmissibilità iure hereditario: il diritto di vivere vale qualcosa? 4.1. Il danno cd. "tanatologico" o da morte immediata: per le Sezioni Unite è risarcibile solo il danno morale. 4.2. I parametri per la valutazione del danno terminale: conta la sopravvivenza effettiva o la speranza di vita futura? 5. Una palestra per il danno non patrimoniale di matrice costituzionale: il danno da perdita (o lesione) del rapporto parentale. 5.1. Definizione e impostazione del problema. 5.2. Il problema della causalità. 5.3. I danni riflessi non patrimoniali da morte del congiunto. 5.3.1. Il danno morale. 5.3.2. Il danno biologico riflesso da far valere iure proprio: i delicati confini tra danno morale e danno psichico. 5.3.3. Le nuove frontiere dei danni riflessi non patrimoniali da lesione di diritti costituzionali: la scomparsa del danno da rimbalzo e l’avvento del pregiudizio da lesione del rapporto parentale nell’ambito di un illecito plurioffensivo 5.4. I danni morali riflessi da lesioni personali al congiunto: quanto si soffre per l’altrui malattia? 6. Il danno da illegittimo protesto bancario: è un danno non patrimoniale in re ipsa o va allegato e provato dal danneggiato? Contrasto giurisprudenziale. 7. Danno morale per chi abita in zona, va risarcita la paura d'ammalarsi? (Cass. 13.05.2009, n. 11059). 8. Danno da pubblicità ingannevole (Cass.Sezioni Unite, 15.01.2009, n.794). 9. Il giudice di pace nelle decisioni secondo equità è vincolato a risarcire il danno non patrimoniale nei soli casi previsti dalla legge? 10. I danni esistenziali bagatellari. 10.1. La giurisprudenza precedente alle Sezioni Unite…10.2.… e quella successiva.
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Lezione C07C08 - La responsabilità extracontrattuale 1: Ingiustizia del danno - La responsabilità extracontrattuale 2 : La struttura dell’illecito aquiliano1. L’ingiustizia del danno tra Francia e Germania. 2. Caratteri tradizionali dell’illecito aquiliano nella prima lettura giurisprudenziale dell’art. 2043 c.c. 2.1. Critiche alla concezione tradizionale 3. Il concetto di danno: danno sine iure o contra ius? 3.1. I parametri relativi al giudizio sintetico-comparativo sull’ingiustizia del danno. Illeciti tipici e giudizio del caso concreto. 3.2. Contaminazione tra culpa e iniuria 4. Art. 2043 c.c.: norma tipizzante, clausola generale o norma generale? 5. Peregrinazioni pretorie sull’ingiustizia del danno: dal diritto soggettivo assoluto all’interesse legittimo.
1. Struttura dell’illecito aquiliano: la voglia di autonomia dell’illecito civile rispetto al paradigma dell’illecito penale; 2. Il fatto; 3. L’imputabilità; 3.1. Il rapporto tra imputabilità e colpevolezza; 3.1.1. Prescrizione del diritto al risarcimento del danno da reato (Cass., Sezioni Unite 18.11.2008, n. 27337). 3.2. Dolo e colpa; 3.3. L’incidenza dello stato soggettivo doloso o colposo; 4. La causalità: rinvio.
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Lezione C05C06 - Le garanzie, fuga verso l’atipico, e le obbligazioni da fatto lecito - Le vicende del rapporto obbligatorio: modificazioni soggettive e cause di estinzionePARTE I – LE GARANZIE E I MEZZI DI CONSERVAZIONE DELLA GARANZIA PATRIMONIALE – 1. La fideiussione: fonti e struttura del negozio 1.1. Caratteri. Differenze con le figure affini: in particolare, il contratto autonomo di garanzia (Cass., ord. 5.3.2009, n. 5326 di rimessione alle Sezioni unite) 1.1.1. La consegna al soggetto garantito di una somma di danaro o di un libretto di deposito (Cass., 15.2.2008, n. 3794). 2. L’azione surrogatoria: caratteri distintivi 2.1. Diritti e azioni non esercitabili in surrogatoria. Il problema dell’azione surrogatoria nei preliminari a catena. 3. Azione revocatoria: natura, funzione, oggetto. 3.1. Presupposti 3.1.1. L’esistenza del credito: il problema dei crediti litigiosi 3.1.2. L’eventus damni 3.1.3. La scientia damni e la partecipatio fraudis 3.2. Il problema della revocabilità fallimentare dei pagamenti del monopolista legale 3.3. Azione revocatoria e fideiussione 3.4. La revocabilità delle rimesse in conto corrente bancario in assenza di uno “scoperto” 3.5. Vendita di un immobile finalizzata al pagamento di un debito scaduto ed esperibilità dell’azione revocatoria ordinaria… 3.5.1...e della revocatoria fallimentare 3.6. Revocatoria dell’accordo di separazione omologata. 3.7 Revocatoria dell’atto costitutivo di un fondo patrimoniale PARTE II – OBBLIGAZIONI DA FATTO LECITO – 4. Arricchimento senza giusta causa. 4.1. Elementi costitutivi della fattispecie 4.1.1. L’arricchimento. 4.1.2. L’impoverimento. 4.1.3. Il nesso di causalità. 4.2. L'obbligo restitutorio. 4.2.1. I criteri di calcolo dell'indennizzo: le Sezioni Unite bocciano la tesi dell'inclusione del mancato guadagno nella posta indennitaria 4.3. Sussidiarietà dell’azione. 4.3.1. In particolare, il rapporto tra actio de in rem verso e azione aquiliana. 4.4. Azione di arricchimento nei confronti della P.A.
1. Modificazioni soggettive delle obbligazioni. 1.1. Cessione del credito. 1.1.1. La struttura della cessione: la rilevanza della notifica e dell’accettazione come criterio per stabilire l’efficacia liberatoria del pagamento al cedente… 1.1.1.1. (Segue) …e per risolvere i conflitti tra più aventi causa. 1.1.2. Oggetto della cessione. 1.1.3. La cessione in luogo di adempimento. 1.1.4. Cessione del credito e mandato irrevocabile all’incasso. 1.1.5 Surrogazione legale 1.2. Modificazioni soggettive passive delle obbligazioni. 1.2.1. La delegazione. 1.2.2. L'espromissione 2. Cause di estinzione dell’obbligazione. 2.1. Il pagamento traslativo. 2.2. L’adempimento del terzo (Cass., Sez. Un., 29.4.2009, n. 9946). 2.3. Impegno ad eliminare i vizi della cosa venduta e novazione dell’obbligazione di garanzia. 2.4. Una causa estintiva atipica: l’impossibilità dell’utilizzo della prestazione da parte del creditore.
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Lezione C04 - Le obbligazioni in generale 2: specie di obbligazioni e vicende del rapporto obbligatorio. Specie di obbligazioni: in particolare le obbligazioni pecuniarie e le obbligazioni solidali1. La distinzione tra debiti di valuta e debiti di valore. 1.1. Il risarcimento del danno nell’inadempimento delle obbligazioni pecuniarie. 1.2. I criteri di liquidazione del debito di valore. 2. L’usura: profili generali. 2.1. Questioni giurisprudenziali. 2.1.1. Il rapporto tra usura civile e usura penale. 2.1.2. L’usura sopravvenuta. 3. Anatocismo. 3.1. La capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi praticata dalle banche. 3.2. L’intervento del legislatore con il d.lgs. 342/1999. 3.3. I problemi su tappeto per le clausole anteriori allo jus superveniens del 1999. 3.3.1. La Cassazione boccia la disinvolta estensione della disciplina in materia di conto corrente ordinario. 3.3.2. Sono nulle le clausole che prevedono l’anatocismo annuale in favore dei clienti? Il problema della sorte complessiva del contratto. 3.3.3. La questione della conversione dell’anatocismo trimestrale in capitalizzazione annuale. 3.3.4. I termini di prescrizione delle azioni restitutorie. 3.4. L’anatocismo in tema di credito fondiario. 4. Clausole uso piazza e commissione di massimo scoperto. 5. La sentenza pronunciata tra il danneggiato e uno dei coautori del fatto dannoso (Cass., Sez. Un., 15.7.2009, n. 16503).
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Lezione C03 - Inadempimento e responsabilità: responsabilità professionale; prova, causalità, consenso informato; obbligazione risarcitoria.1. Il regime della prova dell’inadempimento 2. I problemi causati dal trapianto delle Sez. un. del 2001 in campo medico 2.1. Il problema dell’allegazione 2.2. L’obbligo di informazione 2.3. La prova liberatoria 2.4. La causalità 2.4.1. La prova della rilevanza causale dell’errore 2.4.2. Causalità penale e causalità civile 2.4.2.1. La funzione del nesso di causalità in materia di responsabilità civile 2.4.2.2. I cromosomi della causalità civile 2.4.2.3. La tutela della chance 2.5. I confini della chance 2.5.1. I nuovi scenari giurisprudenziali 3. Il consenso informato 3.1. Il danno da nascita indesiderata 3.2. Esiste il diritto di morire? Eutanasia e caso Welby 3.2.1. La battaglia giudiziaria del padre di Eluana 3.3. I caratteri del dissenso al trattamento terapeutico 4. Altri casi di responsabilità professionale 5. L’obbligazione risarcitoria
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Lezione C02 - Obbligazioni in generale 1: profili generali. L’irresistibile vis expansiva della buona fede1. La prima tappa dell’evoluzione della buona fede: da strumento di valutazione di comportamenti a strumento di integrazione del contratto. 1.1. Gli obblighi di protezione. 1.1.1. Gli obblighi di protezione di interessi di soggetti terzi rispetto al contratto. 1.2. La complessità del rapporto obbligatorio e la sua natura bilaterale. 1.2.1. La consegna di un assegno circolare in sostituzione del pagamento in denaro nelle obbligazioni pecuniarie (Cass., Sez. un., 18.12.2007, n. 26617). 2. La seconda fase della buona fede come limite funzionale all’esercizio del diritto. 2.1. L’exceptio doli generalis. 2.1.1. Casistica applicativa. 2.1.1.1. La concessione abusiva del credito. 2.1.1.2. L’escussione delle garanzie a prima richiesta. 2.1.1.3. Il frazionamento giudiziale del credito unitario e l’abuso del diritto processuale (Cass., Sez. un., 15.11.2007, n. 23726). 2.1.1.4. Altri casi. 3. L’ultima frontiera della buona fede: regola per valutare la validità dei contratti. 3.1. La buona fede oltre l’autonomia negoziale. 3.2. La violazione degli obblighi di informazione da parte dell’intermediario finanziario. 3.2.1. La tesi minoritaria. 3.2.2. La Cassazione confuta la tesi della buona fede come regola di validità dei contratti. 3.2.2.1. La praticabilità del rimedio della risoluzione e la preferibilità della strada risarcitoria. 3.2.2.2. Una responsabilità precontrattuale di nuovo conio. 3.2.2.3. La Cassazione rimette la questione alle Sezioni Unite. 3.2.2.3.1. Le perplessità suscitate dall’Ordinanza di rimessione. 3.2.2.4. Le Sezioni Unite chiariscono ogni dubbio (Cass., Sez. un., 19.12.2007, n. 26724).
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Lezione C01 - Le obbligazioni in generale 1: profili generali. Caratteri, struttura e principi generali del rapporto obbligatorio1. La collocazione sistematica e la matrice ideologica della disciplina delle obbligazioni. 1.1. Alla ricerca di una definizione. 2. Gli elementi costitutivi del rapporto obbligatorio. 2.1. I soggetti. 2.2. La prestazione. 2.3. L’interesse. 2.4. La responsabilità è un elemento strutturale del rapporto obbligatorio? 3. Le differenze rispetto ai diritti reali. 3.1. Le differenze disciplinatorie. 3.2. I negozi ad effetti reali ed i negozi ad effetti obbligatori. 4. Gli obblighi non giuridici. 5. Le fonti. 5.1. L’atipicità delle fonti apre la strada alla teoria del contatto sociale. 5.2. Il varo della categoria in materia di responsabilità del medico dipendente di casa di cura per danni subiti dal paziente di quest’ultima. 5.3. Altre ipotesi di responsabilità da contatto sociale. 5.4. La responsabilità da contatto sociale e la mappa delle fonti nella lettura data dalle Sezioni unite, sentenza 26 giugno 2007, n. 14712.
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